Whitney Houston uccisa per un debito di droga? Lo sostiene un investigatore privato

Whitney Houston non morì per una tragica fatalità, ma fu uccisa da alcuni potenti spacciatori per un debito di droga. Follia? Può darsi, ma l'investigatore privato di Hollywood, Paul Huebl, che si è occupato del caso sembra esserne sicuro, tanto da passare tutto il materiale raccolto in questi mesi all'FBI e lasciare agli agenti il compito di trarre le dovute conclusioni.

L'artista, ancora nel Guinness dei Primati come la donna più premiata nella storia della musica, fu trovata morta l'11 febbraio scorso nella suite di un hotel di Beverly Hills. Poche settimane l'autopsia sentenziò: Whitney Houston morì annegata nella vasca da bagno dopo aver assunto un cocktail di marijuana, cocaina e farmaci.

Huebl, però, sostiene di aver trovato elementi che proverebbero la tesi dell'omicidio. Grazie ai video di sorveglianza dell'albergo, l'ex poliziotto avrebbe identificato due uomini sospetti che sarebbero riusciti a confondersi nell'entourage dell'artista e ad ucciderla alla prima occasione.

I due uomini, sostiene Huebl, sarebbero stati immortalati in più di un'occasione, anche il giorno in cui Houston fu trovata morta. Un altro particolare pare confermare quella tesi: sul corpo dell'artista sarebbero stati trovati - il condizionale è d'obbligo - segni evidenti di colluttazione, a conferma dei tentativi di difendersi dai due assassini.

A dare risalto alla notizia ci ha pensato il National Enquirer - non proprio il più affidabile dei quotidiani online, lo stesso che pubblicò la foto del cadavere dell'artista poche ore dopo la sua morte - che cita il detective e indica anche un possibile movente: un debito da oltre 1,5 milioni di dollari che Whitney Houston avrebbe accumulato negli ultimi anni della sua vita nei confronti di importanti spacciatori di Los Angeles.

Per questo, sostiene il detective, questi potenti spacciatori avrebbero mandato due sicari a riscuotere il grosso debito. Fallita la riscossione sarebbe scattato l'omicidio. Fantascienza? Saranno gli inquirenti a stabilirlo. Di certo, se c'è un briciolo di verità negli elementi raccolti da Huebl, vale la pena di indagare e approfondire.

Foto © Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail