Pavia, cadavere nel Po: si tratta di una donna tra i 35 e i 40 anni

L'autopsia ha confermato che i resti umani rinvenuti lunedì mattina sulle rive del Po a Spessa (PV) appartengono ad una donna di età compresa tra i 35 e i 40 anni la cui identità è ancora ignota. Esclusa, quindi l'ipotesi che si trattasse di una bambina. La confusione sarebbe stata generata dalla statura minuta del cadavere, che faceva pensare ad un corpo giovane, ancora in crescita.

L'esame autoptico è iniziato nel primo pomeriggio di oggi presso l'istituto di medicina legale di Pavia - condotto dal dottor Maurizio Merlano - ed è ancora in corso. I primi risultati dovrebbero essere diffusi nelle prossime ore e dovrebbero chiarire fin da subito quale sia stata la causa del decesso e quanto tempo il cadavere sia rimasto in acqua.

All'autopsia stanno prendendo parte anche i carabiniere della compagnia di Stradella, titolari dell'inchiesta.

Forse di una bambina, accertamenti in corso

Macabro ritrovamento lungo le rive del fiume Po a Spessa, in provincia di Pavia, dove un uomo a passeggio col suo cane si è imbattuto in un cadavere in avanzato stato di decomposizione, forse rimasto in acqua per diversi mesi e scoperto solo grazie all'abbassamento del livello del fiume.

La scoperta è stata fatta lunedì, il giorno della vigilia di Natale, dall'ex calciatore Enrico Lanzi, 59 anni, ma la notizia è stata diffusa soltanto oggi, anche se i contorni della vicenda sono ancora oscuri: ad una prima analisi del medico legale, giunto sul posto insieme alle autorità locali, il cadavere, vista la sua ridotta statura, sembrerebbe appartenere ad una bambina o comunque una ragazza minorenne.

I resti non presentavano segni di violenza, ma sarà l'autopsia a fornire maggiore chiarezza ed escludere se si sia trattato di omicidio. Accanto al corpo, scrive oggi La Provincia Pavese, c'era una maglietta intima, un indumento che potrebbe rivelarsi fondamentale per le indagini.

Qualche altro particolare sulla vicenda arriva proprio dal quotidiano locale che per primo ha dato la notizia:

Dai primi esami si dovrebbe trattare dei resti di una bambina oppure di una ragazzina considerando l’altezza, circa un metro e trenta. Una ragazzina di undici o dodici anni che potrebbe essere rimasta in acqua da oltre un anno. Dare un nome allo scheletro del Po non sembra compito facile.

Mentre si attendono gli esiti degli esami, gli inquirenti stanno vagliando i vari casi di scomparsa di minori rimasti irrisolti in tutta la provincia e non solo e, come sottolinea il quotidiano, le autorità potrebbero addirittura chiedere una collaborazione con la trasmissione tv Chi L'Ha Visto?.

Non è escluso, inoltre, che la morte sia avvenuta altrove e che il corpo sia stato trasportato dalla corrente. Saranno le indagini, più serrate che mai, a chiarire anche questo punto.

(in aggiornamento)

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