Gela: Giuseppe Licata spara sui passanti dal balcone, la polizia lo uccide

11:45 - Licata non era in cura e non avrebbe avuto problemi psichici in passato. Lo ha chiarito il dirigente del commissariato di Gela Gaetano Cravana:


Non ci risulta che l'uomo in passato abbia avuto problemi psichici e pare non abbia mai fatto uso di farmaci e che non abbia mai compiuto gesti inconsulti prima della notte scorsa. Ci raccontano che si era recato in ospedale perché non si sentiva bene, ma poi aveva preferito tornare a casa.

Il 42 enne lavorava saltuariamente come bracciante agricolo. Vicini e conoscenti ora raccontano di un uomo sulle sue, che non amava parlare, ma per niente aggressivo e di un’ossessione che Licata aveva, cioè che gli sequestrassero l’auto. L’agente di polizia ferito intanto si trova ricoverato all’ospedale Garibaldi di Catania per essere sottoposto a un delicato intervento chirurgico: rischia di perdere l'occhio.


Un uomo di 42 anni, Giuseppe Licata, la scorsa notte si è messo a sparare colpi di arma da fuoco dal balcone di casa sua a Gela in provincia di Caltanissetta tra le 10 e le 3 prendendo di mira i passanti, pur senza ferirne nessuno. All’arrivo delle forze dell’ordine l’uomo avrebbe sparato anche contro di loro: ne sarebbe nato un conflitto a fuoco con la polizia in cui Licata è rimasto ucciso.

Come riporta Il Quotidiano di Gela è stata una notte insonne in viale Indipendenza, dove il 42enne disoccupato abitava con i genitori. Non è ancora chiaro cosa abbia potuto scatenare quello che sembrerebbe un raptus, né si sa se l’arma con cui Licata ha aperto il fuoco fosse regolarmente detenuta.

Nella sparatoria anche un poliziotto è rimasto ferito in modo grave a un occhio. Licata, secondo la ricostruzione degli investigatori, intorno alle 22 di ieri si era barricato in casa al primo piano con un fucile da caccia nelle mani, da lì avrebbe iniziato a sparare sui passanti dal balcone, mentre dentro casa c’erano i suoi familiari, terrorizzati.

Ogni tentativo da parte degli agenti di fermare l’uomo, di farlo desistere, è andato in fumo, finché durante il conflitto a fuoco Licata non è stato colpito a morte. Subito dopo gli agenti sono entrati in casa per soccorrerlo ma era già deceduto. A coordinare le indagini del commissariato di Gela è la locale procura della Repubblica.

(in aggiornamento)

Foto © TMNews

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