Bernardo Provenzano in coma profondo, il DAP non revoca il regime 41 bis

BernardoProvenzano_Boss

Le già precarie condizioni di salute di Bernardo Provenzano, il superboss di Cosa Nostra finito in manette nell’aprile del 2006 dopo ben 43 anni di latitanza, si sono aggravate in queste ore e gli ultimi bollettini medici parlano di coma profondo in seguito all'intervento a cui è stato sottoposto per la riduzione di un ematoma al cervello, provocato da una caduta in carcere.

Provenzano, da anni affetto da diverse patologie - tumore alla prostata, inizio di Parkinson ed encefalite - in tempi recenti aveva anche cercato di uccidersi, ma era stato salvato in estremis dal personale di polizia giudiziaria del carcere di Parma, in cui il superboss era detenuto in regime di 41 bis dal 2011. Ora, ad un passo dagli 80 anni, pare proprio che il corleonese più famoso del Mondo sia arrivato ad un passo dalla fine.

Nonostante le disperate condizioni del boss il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria ha deciso di non revocare l'applicazione del 41 bis, come richiesto dal legale dell'uomo, l'avvocato Rosalba Di Gregorio, che si è prontamente rivolto alla stampa per spiegare la situazione.

La ratio del regime del carcere duro è quella di evitare che un detenuto socialmente pericoloso possa mandare messaggi all’esterno, ma non credo che il mio assistito che si trova in coma profondo possa comunicare alcunchè. Sette persone sono utilizzate per la sua vigilanza in ospedale, un elemento che oltre a creare un disagio ad un reparto delicato come quello di Rianimazione, comporta inutili costi a carico dei cittadini. Per questo motivo ho inviato un’istanza al Dap perche’ il 41 bis sia revocato od almeno sospeso.

Dopo la decisione di non revocare il 41 bis - che tra le altre cose rende estremamente difficili le visite dei familiari - il DAP non si è espresso pubblicamente sulla questione, ma vista l'attenzione mediatica che si è venuta a creare intorno alla vicenda è lecito attendersi un comunicato ufficiale quanto prima.

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