Pescara, Giulio Cesare Morrone confessa l'omicidio della moglie Teresa Bottega dopo 22 anni

Ci sono voluti ben 22 anni, ma alla fine la verità sulla scomparsa di Teresa Bottega, la 35enne di cui si erano perse le tracce nel marzo 1990, è emersa: fu uccisa dal marito Giulio Cesare Morrone, che ieri ha vuotato il sacco ed è stato denunciato a piede libero almeno fino al termine delle indagini.

La donna scomparve da Santa Teresa di Spoltore, in provincia di Pescara, nel 1990. Nessuna traccia, nessun biglietto di addio, niente di niente. Sette mesi dopo arrivò la denuncia di scomparsa da parte delle sorelle di Teresa, insospettite dal fatto che la donna avesse abbandonato i due figli. Si pensò ad un allontanamento volontario, come confermato anche dal marito che parlò di un rapporto coniugale ormai incrinato. Un precedente allontanamento della donna rese credibile quella versione dei fatti.

Il caso fu archiviato e così restò fino a due mesi fa, quando la verità è arrivata agli inquirenti: Morrone, secondo le ultime indiscrezioni, confessò il delitto ad un sacerdote di Pescara, che raccontò poi quel particolare ad un'altra persona.

Due mesi fa, dopo aver sentito quell'indiscrezione, gli agenti della Squadra mobile di Pescara guidata da Pierfrancesco Muriana hanno deciso di riprendere in mano quel cold case. Morrone, sentito dai militari, in un primo momento ha negato ogni addebito, ma alla fine ha confessato tutto e fornito i particolari di quel delitto.

L'uomo, ora 58enne, ha ammesso di aver ucciso la moglie, di aver nascosto il corpo nel portabagagli dell'auto e di averlo gettato in un canale in provincia di Ferrara, eliminando di fatto ogni prova di quell'omicidio. Per lui niente arresto, almeno per ora, ma soltanto una denuncia a piede libero.

Le ricerche del corpo della vittima, scrive Il Centro, dovrebbero iniziare a breve sulla base delle indicazioni fornite da Morrone, anche se pare probabile che il cadavere sia già stato scoperto negli anni scorsi e archiviato come caso irrisolto.

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