Catanzaro: condannato a 30 anni per omicidio, Luigi Campise libero dopo due anni. "Che giustizia è questa?"

Luigi Campise

Il 27 febbraio del 2007 Luigi Campise uccise a colpi di pistola la sua fidanzata, Barbara Bellorofonte. Per quell'omicidio fu condannato a 30 anni di carcere, ma oggi, dopo soli 430 giorni, il giovane è tornato in libertà.

Ecco cosa è successo, come ben descrive il Corriere Della Sera:

È stato rimesso in libertà per decorrenza termini di custodia cautelare. Il tribunale della Libertà di Catanzaro aveva, infatti, annullato il provvedimento di proroga di sei mesi per le indagini, concesso dal gip [...] Il giovane era stato nuovamente arrestato perché coinvolto in un'indagine di droga e materiale esplodente [...] Condannato a quattro anni e quattro mesi avendo scelto il rito abbreviato. Dallo scorso fine luglio è nuovamente libero grazie all'indulto e agli sconti di pena per «buona condotta».

Il giovane, ora 25enne, uccise per gelosia. Quando fu emessa la sentenza, il suo legale ricorse in appello e riuscì ad evitargli la galera.

A quel punto i giudici avrebbero dovuto emettere una nuova misura cautelare ma, visto che il pericolo di fuga non sussisteva, decisero di non proseguire.

Ora Giuseppe Bellorofonte, padre della giovane vittima, ha scritto una lettera al Corriere nella quale esprime tutte le sue perplessità nei confronti della giustizia italiana.

Ignoro i motivi che hanno indotto la giustizia italiana a liberare l'omicida, ma quello che mi chiedo da padre, da cittadino, da uomo è se è giusto tutto questo! Se è giusto additare ai nostri giovani questo esempio di comportamento e far capire che in Italia tutto è permesso, tutto è possibile, compreso un omicidio, tanto poi si riesce sempre a trovare il modo di essere liberati.

Via | Corriere Della Sera

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