Bergamo: case popolari assegnate irregolarmente, 20 denunciati

Scandalo a Bergamo sull’assegnazione delle case popolari e sui contributi per gli affitti agevolati. Venti persone, tra cui dipendenti, funzionari del Comune e pubblici ufficiali, sono state denunciate per abuso d'ufficio, truffa e falso nella gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Secondo i controlli della Guardia di Finanza le irregolarità nell’assegnazione degli alloggi in deroga raggiungerebbero una percentuale del 61%, 137 su 224 case popolari sarebbero state assegnate tra il 2006 e il 2011 a chi non ne aveva in realtà i requisiti.

Tra gli assegnatari c’erano ad esempio titolari di case di proprietà, oppure dipendenti comunali e loro amici che non ne avevano affatto bisogno a differenza delle persone che sistematicamente venivano scavalcate. Tra i soggetti denunciati ci sono due dirigenti, un funzionario, otto pubblici ufficiali e pure un ex commissario aggiunto della polizia locale del Comune di Bergamo. Secondo gli investigatori le verifiche interne disposte dall’ente sono state inutili in quanto:

i soggetti deputati alla supervisione hanno omesso di disporre gli opportuni e dovuti accertamenti, adducendo generiche giustificazioni a condotte penalmente rilevanti.

Gli altri denunciati avrebbero beneficiato di assegnazioni irregolari delle case di edilizia popolare sottoscrivendo false dichiarazioni sul proprio reddito e sulla composizione del nucleo familiare. L’inchiesta, durata un anno e mezzo e coordinata dal sostituto procuratore Giancarlo Mancusi, ha anche fatto emergere che il contributo di solidarietà sugli affitti di 70.876 euro, degli anni 2008 e 2009, sarebbe stato assegnato senza rispettare nessun criterio oggettivo.

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