Scozia: la madre del piccolo Peter, condannata a cinque anni di carcere, continua a far parlare di sé

La stampa britannica continua a seguire da vicino le vicende della madre del piccolo Peter, il bambino di 17 mesi ucciso a causa delle percosse subite dalla madre 27enne, dal suo nuovo compagno di 32 anni e da un amico di famiglia, Jason Owen, 37 anni.

Il processo si era concluso nel maggio scorso con una serie di polemiche legate alla condanna considerata troppo lieve e da quel momento la madre del piccolo ha continuato a rilasciare dichiarazioni che non sono passate inosservate all'opinione pubblica.

Recentemente la donna, di cui non è ancora stata diffusa l'identità, ha fatto sapere di essere intenzionata a ricorrere in appello: i cinque anni a cui è stata condannata - e che potrebbero ben presto diventare 3 - sono troppi secondo lei.

Ma non è tutto: il Sun rivela oggi che la donna, ora 28enne, è pronta a tutto pur di uscire di carcere, tanto che si sarebbe inventata una storia di conversione religiosa, di illuminazione divina che l'avrebbe resa una persona migliore.

Ecco cosa ha rivelato una fonte interna:

Crede che il fatto che si sia rivolta a Dio possa servire per farle ottenere uno sconto di pena, un lascia passare per la libertà. Ma nessuno si è fatto ingannare dalle sue parole.

A quanto pare il tentativo della donna è miseramente fallito. Nessuna dichiarazione, invece, è stata rilasciata dalle altre due persone condannate, il compagno 32enne, che sta scontando 12 anni di carcere, e l'amico di famiglia Jason Owen, che uscirà entro un paio di anni.

Via | The Sun

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