Processo Scazzi: Michele Misseri si contraddice e parla al plurale

MicheleMisseri_Processo2012

Ancora un'udienza incentrata sulla testimonianza di Michele Misseri, stamattina interrogato dal pm Mariano Buccoliero che è tornato sui momenti salienti dell'omicidio di Sarah Scazzi ed ha chiesto al contadino di fornire la sua versione dei fatti, piena di "non ricordo" e di contraddizioni puntualmente sottolineate dai magistrati.

Misseri ha ribadito in aula di essere l'unico autore dell'omicidio della giovane nipote ed ha nuovamente spiegato come, secondo lui, sarebbero andati i fatti. Dall'avvicinamento al garage della giovane Sarah allo strangolamento con la corda, dall'occultamento del suo cadavere al ritrovamento del telefono cellulare che è risultato fondamentale per il suo arresto e, successivamente, per quello della moglie Cosima Serrano e della figlia Sabrina Misseri, entrambe imputate con l'accusa di concorso in omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere.

Il contadino, davanti ai giudici della Corte d’Assise di Taranto, ha anche tentato di mettere in scena il solito siparietto ben noto a chi segue le numerose interviste rilasciate dall'uomo. Approfittando di un momento di distrazione del pm, Misseri ha estratto una corda dalla tasca e si è messo a mimare la modalità con cui avrebbe ucciso la nipote. E' stato prontamente bloccato e rimesso in riga dal presidente Rina Trunfio.

Sono diversi, però, i particolari che non tornano nella versione di Michele Misseri, per molti aspetti diversa da quella fornita al momento del suo arresto e da quelle fornire nel corso dei mesi successivi. Come se non bastasse, Misseri ha più volte parlato al plurale nel descrivere l'occultamento del cadavere, come a dire che non ha agito da solo ma è stato aiutato da qualcuno. Lui sostiene di essersi sbagliato, ma in pochi ne sono convinti.

L'interrogatorio è ancora in corso, coi pubblici ministeri che continuano a chiedere spiegazioni sui molti punti discordanti nelle versioni dell'uomo e lui che continua imperterrito a proclamarsi colpevole:

Voi non volete la verità, la verità la voglio solo io per quella poveretta. Io l'ho ammazzata una volta ma voi chissà quante volte la state ammazzando.

Misseri, lo ricordiamo, è accusato di soppressione di cadavere insieme alla moglie, la figlia e al fratello e al nipote Carmine Misseri e Cosimo Cosma.

Foto | © TMNews

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