Gela: cittadini pieni di arsenico


Di solito si liquidano con "allarmismo ingiustificato" le dichiarazioni o le allerte lanciate dai diversi gruppi ecologisti che di volta in volta segnalano i possibili problemi di un'area soggetta ad inquinamento.

Sfortunatamente per gli abitanti di Gela questo allarmismo trova riscontro in una ricerca portata avanti dal CNR che ha analizzato 262 persone (uomini e donne) riscontrando un dato allarmante: il 20% presenta nel sangue tracce di arsenico, rame, piombo, cadmio e mercurio.

Nell'area, nota per essere una delle più inquinate al mondo, le persone affette da queste caratteristiche non sono operai specializzati che potrebbero avere un contatto diretto con i materiali tossici. Al contrario parliamo di casalinghe ed impiegati con un livello di arsenico nel sangue 1600% superiore al limite!

Il dato preoccupante, secondo Fabrizio Bianchi, epidemiologo del Cnr, è che:

L'impatto ambientale è indubitabile. Inoltre, l'arsenico è un composto che non rimane a lungo nel corpo. Le grandi quantità che abbiamo trovato dimostrano che l'esposizione è tutt'ora in corso.

La ricerca ha aperto uno scenario molto più inquietante di quanto già noto. L'area presenta un tasso di mortalità per tumori (di uomini e donne) molto superiore a quello standard e si presume che le persone a rischio siano oltre 20mila.

Dopo aver appreso la notizia il Codici - centro per i diritti del cittadino - ha annunciato atraverso Valentina Coppola un esposto alla procura di Gela. Nel 2004 una direttiva europea ha fissato i valori limite per nuove categorie di inquinanti atmosferici presenti nell'aria delle nostre città (proprio arsenico, nichel e cadmio) e che il Parlamento europeo ha ritenuto pericolosi per la salute delle popolazioni.

Sempre secondo Valentina Coppola

Se non si fa al più presto un dietro front rispetto alla politica di depenalizzazione del danno ambientale credo che sarà la salute pubblica a farne le spese

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