Cosa Nostra nel settore delle energie rinnovabili: arrestato l'imprenditore Salvatore Angelo

Matteo è un grande amico mio, anche se per adesso non ci posso andare a incontrarlo. A parlare è l'imprenditore di Salemi (Trapani) Salvatore Angelo, il re dell'energia eolica in Sicilia, arrestato in queste ore dai carabinieri di Trapani nell'ambito di un'inchiesta che ha permesso di accertare l'infiltrazione di Cosa Nostra nel business delle energie rinnovabili. Il Matteo a cui fa riferimento è Matteo Messina Denaro, la primula rossa di Cosa Nostra, l’imprendibile capo dei capi latitante dal 1993 e attualmente quarto latitante più ricercato al Mondo.

Angelo si vantava coi suoi collaboratori della sua amicizia con Messina Denaro e dava loro disposizioni per consegnare al boss dei boss una parte dei guadagni ottenuti con l'ultimo parco eolico costruito in Sicilia. Gli inquirenti, però, lo stavano intercettando e pedinando e le dichiarazioni dell'uomo sono state fondamentali per il suo arresto, con l'accusa di associazione mafiosa, scattato su disposizione del gip Giuliano Castiglia.

Con Angelo sono finite in manette altre cinque persone ritenute vicine alle famiglie di Salemi e Castelvetrano. Tra queste Santo Sacco, consigliere della Provincia di Trapani per il PDL, e Salvatore Pizzo, consigliere comunale di Terrasini, in provincia di Palermo, oltre a Gaspare Casciolo, Paolo Rabito e Gioacchino Villa.

Le indagini hanno permesso di accertare che, proprio grazie a Salvatore Angelo e al suo controllo di decine di progetti e cantieri per la realizzazione di impianti di energia pulita in Sicilia, Cosa Nostra era riuscita ad infiltrarsi in numerosi progetti per la realizzazione di parchi eolici tra Palermo, Agrigento, Trapani e Catania.

Angelo, scrive la Repubblica di Palermo, non accettava la concorrenza e cercava di bloccarla a suon di intimidazioni e minacce, riuscendo così a mantenere la sua posizione dominante nel settore. Il provvedimento scattato oggi ha portato anche al sequestro di beni per un valore complessivo di 10 milioni di euro:

I sigilli sono stati apposti alla società "Salemitana Calcestruzzi" di Salvatore Angelo e alla "Spallino Servizi" di Antonino Nastasi, ritenuto un prestanome dei boss di Castelvetrano e soprattutto un postino di Matteo Messina Denato.

Quanto al ruolo del consigliere Sacco, qualche dettaglio in più ci arriva dall'AGI:

le indagini hanno accertato la dazione di denaro richiesta da Sacco, quando era consigliere comunale, per favorire l'approvazione della convenzione che il Comune di Castelvetrano avrebbe dovuto stipulare con una società interessata alla realizzazione di un parco eolico; l'esistenza di un progetto, sostenuto da Sacco e Forte, di realizzare un distributore di carburanti da impiantare su un terreno di proprieta' di Rosalia Messina Denaro, moglie dell'affiliato Filippo Guttadauro e sorella del ricercato trapanese; l'assistenza economica fornita ai detenuti ed alla loro famiglie nonche' agli affiliati tornati in liberta' dopo lunghi periodi di detenzione.

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