Omicidio Teresa Buonocore: ergastolo al mandante Enrico Perillo

Teresa Buonocore

Si è conclusa con una condanna all'ergastolo la prima ondata di processi per l'omicidio di Teresa Buonocore, la madre-coraggio uccisa il 20 settembre 2010 nel porto di Napoli dopo esser stata testimone chiave nel processo contro il pedofilo Enrico Perillo, poi condannato a 15 anni di carcere per aver violentato la figlia di 8 anni della donna.

Dopo la condanna a 21 e 18 anni inflitta ad Alberto Amendola e Giuseppe Avolio, gli esecutori materiali del delitto, ieri è stata la volta del mandante, Enrico Perillo. L'uomo, geometra di 58 anni, aveva scelto di essere giudicato con rito ordinario e i giudici della quarta sezione della Corte di Assise di Napoli hanno deciso di accogliere la richiesta dei pm e infliggere all'uomo il massimo della pena.

Perillo, che commissionò il delitto per vendicarsi della donna e della sua testimonianza, dovrà anche versare un risarcimento di 20 mila euro all'Ordine degli avvocati e alle altre parti civili, mentre per le due figlie della donna è stata fissata una provvisionale di 200 mila euro in totale.

Fondamentali per la condanna dell'imputato sono state le testimonianze fornite in sede di incidente probatorio dai due sicari, Giuseppe Avolio e Alberto Amendola, che hanno però deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere durante l'udienza del processo a Perillo.

Con questa condanna si è conclusa la prima ondata di processi. I tre responsabili sono stati condannati in primo grado. Restano ancora due gradi di giudizio, ma come al solito sarà necessario attendere che vengano depositate le motivazioni della sentenza per capire come si comporteranno le parti coinvolte.

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