Sergio Zavoli, la rapina in villa e la roulette russa: «temo rappresaglie»

Aggiornamento 10:59 - Secondo gli inquirenti i quattro banditi avrebbero avuto un basista, un complice, per mettere a segno il colpo nella villa di Zavoli. Un’azione studiata nei minimi particolari da professionisti delle rapine in casa. Intervistato dal Messaggero, stamane il senatore ha tra l'altro detto che in situazioni come quella:


Si perde l’identità, ti senti annullato dalla violenza gratuita ed abominevole. Ti senti annullato da chi può decidere, in quel momento, di fare di te quel che vuole. Io, ridotto ad una mosca...

Si sono introdotti nella villa di Sergio Zavoli a Monte Porzio Catone, lo hanno percosso e terrorizzato (“ti ammazziamo”) inscenando anche una roulette russa. Un incubo durato ore, finché i malviventi non sono fuggiti portandosi dietro la cassaforte.

Davvero una brutta esperienza quella che due sere fa ha passato il senatore Zavoli, 89 anni, decano dei giornalisti Rai e attuale presidente della commissione parlamentare di vigilanza sulla tv di Stato. I rapinatori, si parla di quattro persone armate e incappucciate, alcune con accento italiano e altre dell’Est Europa, sono andati a botta sicura?

Cioè sapevano di chi fosse quella splendida villa alle porte di Roma o è stato un colpo "al buio", fatto senza conoscere chi abitasse quella casa?

Al momento dell’irruzione dei ladri Zavoli, che abita lì da 40 anni, stava guardando la televisione. La banda avrebbe bloccato i due domestici romeni del senatore mentre di ritorno dalla spesa stavano per entrare dal cancello della villa.

Un paio d’ore dopo la rapina, intorno alle 22, i domestici, un uomo e la sua fidanzata, sono riusciti a liberarsi e a dare l’allarme. Zavoli è stato dimesso nella giornata di ieri dall’ospedale di Frascati con venti giorni di prognosi per un ematoma al viso provocato da un colpo infertogli con il calcio della pistola. A Radio Capital il giornalista e scrittore ha detto di aver avuto paura e di avere ora timore di rappresaglie:

La paura è stata tanta confesso, ma era una paura ben governata perché capivo che tutto faceva parte di un repertorio per intimidire. Come quando mi hanno fatto la roulette russa: erano convinti che al terzo clic sarei svenuto, invece gli ho detto: «La smetta con questo giochino».

Allorché, ha continuato Zavoli:

l'italiano l'ha preso per un braccio e l'ha tirato via.

Il racconto del senatore si è interrotto qui:

Non voglio raccontare perché ho paura mi aspetto le rappresaglie.

Sembra che le telecamere di sorveglianza della villa non abbiano ripreso immagini utili alle indagini condotte dai carabinieri del Nucleo di Frascati e del Ris che nell'abitazione cercano una traccia che li metta sulla strada della banda.

Foto © TMNews

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