Omicidio Maricica Hahaianu: 8 anni in appello ad Alessio Burtone

Maricica Hahaianu

E' bastata una sola udienza per scrivere la parola fine al processo d'appello per Alessio Burtone, il 22enne romano condannato in primo grado a 9 anni di carcere per l'omicidio dell'infermiera romena Maricica Hahaianu, uccisa con un pugno nell'ottobre 2010 a Roma. Dopo appena un'ora di camera di consiglio i giudici della prima Corte d'Assise d'Appello di Roma hanno deciso di condannare il giovane a 8 anni di carcere, uno in meno rispetto alla sentenza precedente.

Il procuratore generale aveva chiesto una condanna a 12 anni di carcere, ma i giudici hanno preferito non riconoscere al giovane romano le attenuanti generiche, concedendogli così lo sconto di un anno di detenzione. Massima soddisfazione da parte della difesa del giovane, che ha già annunciato la prossima mossa: chiedere gli arresti domiciliari.

Si tratta di una sentenza positiva perchè ha dato un'apertura e quello che avevamo prospettato in primo grado piano piano si sta realizzando: Burtone ha scontato due anni di reclusione in carcere quindi ora chiederemo i domiciliari per una misura più attenuata.



I familiari di Maricica, va da sé, non hanno visto di buon occhio questo sconto di pena, arrivato in poche ore e quindi, secondo loro, un po' troppo frettolosamente:

È una sentenza frettolosa, presa dopo appena un'ora di camera di consiglio e nella quale si sconta anche un pregiudizio verso i romeni. Perché se la vittima fosse stato una italiana qui ci sarebbe stata forse molta più attenzione. La visione del video dell'aggressione non è bastata. Aspettiamo adesso le motivazioni per capire appieno la linea presa dalla corte.

Sarà necessario attendere le motivazioni della sentenza per capire quale sarà la prossima mossa delle parti coinvolte. Appare scontato, comunque, che si procederà col terzo e ultimo grado di giudizio, il ricorso in Cassazione.

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