Camorra, imponevano pizzo e l'ingaggio di cantanti neomelodici: 12 arresti

Cantanti neomelodici come pizzo. E' quello che hanno scoperto i carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Caserta, che in queste ore hanno condotto un'operazione finalizzata all'arresto di affiliati al clan dei Casalesi, gruppo Schiavone, che si occupavano proprio di imporre ai commercianti, a mo' di pizzo, il merchandising di alcuni cantanti neomelodici.

Oltre a chiedere soldi, gli indagati si presentavano dai commercianti del Casertano e imponevano loro l'acquisto di gadget pubblicitari dei cantanti neomelodici che supportavano, come agente e penne, quaderni e calendari. Non solo: ai ristoratori alle emittenti televisive e agli organizzatori di feste patronali, gli affiliati al clan imponevano l'ingaggio dei cantanti, contribuendo così alla loro visibilità.

Commercianti e ristoratori non avevano scelta ed erano costretti a pagare: il compenso finiva direttamente nelle tasche del clan e soltanto una minima parte, è emerso dalle indagini, veniva consegnato al cantante.

Tra i neomelodici sponsorizzati dal clan, scrive la Repubblica di Napoli, ci sono Rita Ferrara, in arte Ida D'amore, Franco D'Amore, Nico Desideri, Ciro Rigione, Nico D'Ambrosio, Tony Calice, Mauro Landi, Flavio Marino e Giovanna Romano.

I dodici indagati, tutti finiti in carcere su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, devono rispondere dell'accusa di associazione mafiosa, estorsioni, detenzione illegale di pistole, cessione di droga, tutti reati aggravati dal fine di voler agevolare il clan di riferimento.

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