Bovalino, arrestata funzionaria dei servizi sociali: avrebbe favorito un boss

Sono accusati a vario titolo di spaccio, corruzione, furto, riciclaggio, detenzione e porto abusivo di arma da fuoco le sei persone raggiunte stamattina da misure cautelari a Bovalino e Ardore (Reggio Calabria). Cinque sono presunti appartenenti alla cosiddetta cosca degli zingari, che spadroneggerebbe a Bovalino con il racket delle estorsioni.

L’altro arresto è stato invece disposto a carico di Maria Grazia Galletta, 53 anni, funzionaria dei servizi sociali del Comune. Secondo l’accusa la donna, dietro pagamento, avrebbe aiutato il defunto boss del clan Berlingieri - ucciso in un agguato nell'aprile scorso - redigendo per lui documenti compiacenti che gli facessero avere benefici carcerari.

E c’è una telefonata intercettata durante le indagini degli investigatori della mobile di Reggio e del commissariato di Bovalino, riportata dal Quotidiano della Calabria. Rispondendo al suo interlocutore, appunto il presunto boss del clan degli zingari, che lamentava di essere stato raggirato, la funzionaria dei servizi sociali spiega:

ma non mi pare signor Berlingieri, avete avuto pure la scarcerazione domiciliare... voi avete letto anche la mia relazione. 

Galletta era stata già raggiunta da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere il 6 novembre scorso con l'accusa di avere intascato dei soldi sempre per far ottenere a un detenuto una misura alternativa alla galera. Gli altri arrestati nel blitz di oggi sono Rocco Bevilacqua, 37 anni; Damiano Bevilacqua, di 35; Alessandro Bevilacqua, 22 anni e Giuseppe Amato, 27. Per Domenico Amato, 25 anni, è stato disposto l’obbligo di dimora ad Ardore.

Foto © TMNews

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