Yara morì un'ora dopo l'uscita dalla palestra

Yara Gambirasio fu prelevata e morì un'ora dopo il suo rapimento all’uscita dalla palestra. È quanto trapela ancora sull’autopsia eseguita, un anno fa, sul corpo della 13enne trovata cadavere a Chignolo d’Isola (Bergamo) il 26 febbario 2011, a tre mesi dalla sua scomparsa da Brembate Sopra.

Subito dopo essere uscita dalla palestra comunale, in cui si era recata solo per pochi minuti, Yara sarebbe stata rapita e portata in auto nel campo dove è stata ritrovata senza vita. Tutto in un’ora o poco meno. Secondo i risultati degli esami autoptici quando venne ferita e poi abbandonata aveva già perso conoscenza, era svenuta.

Non avrebbe perciò sofferto per le ferite da taglio, giudicate non mortali, inflitte dall’assassino. A quell’ora è stato calcolato che dalla palestra di Brembate al campo di Chignolo d'Isola ci si impiegano 20-25 minuti.


Yara sarebbe quindi morta tra i 30 e i 40 minuti dopo essere stata lasciata nel campo tra le sterpaglie. Il decesso sarebbe sopraggiunto per una serie di concause. Per le ferite riportate, lo shock subito e per il forte freddo: la ragazza venne ritrovata con il giubbotto sbottonato e la maglia alzata. Il fisico magro e atletico di Yara non avrebbe retto alla concomitanza di tutti questi fattori.

Dopo i nuovi accertamenti disposti sull'unico indagato Mohammed Fikri e migliaia di dna isolati, le indagini, a ormai due anni dal delitto, sembrano ancora distanti dalla svolta.

Foto | © TMNews

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