No Tav, processo Geovalsusa: condannati 19 attivisti

Condannati i 19 NoTav per il blitz alla Geovalsusa del 2011.

Blitz della digos di Torino contro il movimento No Tav.

Aggiornamento 20 febbraio 2015, ore 13.05 - Il primo grado di giudizio del processo che vede coinvolti 19 No Tav per l'iniziativa di lotta svoltasi alla sede della Geovalsusa nell'agosto del 2012 si è concluso questa mattina al Tribunale di Torino: la Corte ha condannato tutti e 19 i No Tav imputati al processo di primo grado, ma ridimensionando in maniera abbastanza significativa la richieste della procura commutando pene che vanno dagli 8 ai 5 mesi di reclusione.

La pm Manuela Pedrotta la scorsa settimana, nel corso dell'ultima requisitoria, aveva chiesto la condanna di tutti gli imputati con pene comprese tra 1 anno e 4 mesi e 2 anni e 2 mesi: la Corte ha ridimensionato di molto le pene perchè non ha riscontrato accettabili i reati di resistenza a pubblico ufficiale, di ingiuria nei confronti dei rappresentanti della ditta Geovalsusa e quello di aver staccato la corrente elettrica all'interno della sede.

Secondo quanto riporta Infoault nel corso del processo si sarebbe formalizzato un altro reato, quello di danneggiamento informatico, secondo cui i No Tav entrati nella ditta Geovalsusa avrebbero manomesso alcuni pc per poterne poi prendere il controllo da remoto.

Blitz contro i No Tav: 19 provvedimenti cautelari

Sono 19 i provvedimenti cautelari eseguiti dall’alba di oggi, per la maggior parte a carico di esponenti di centri sociali e anarchici torinesi. Gli arresti riguarderebbero i responsabili di due distinti episodi legati alla protesta: il primo è relativo all’aggressione ai giornalisti di H24 che lavoravano per Corriere.it, a febbraio scorso. Due gli arrestati, ai domiciliari, a Roma e Trento.

Le altre misure restrittive riguardano invece l'irruzione, ad agosto, di alcuni no Tav negli uffici della Geostudio, società che si occupa della progettazione dell’alta velocità e capacità ferroviaria. Per questa vicenda sono indagati esponenti dei centri sociali torinesi Askatasuna e Gabrio. In sette sono finiti agli arresti domiciliari, quattro hanno il divieto di dimora a Torino (tra cui Francesco Richetto, ritenuto uno dei capi del movimento) e per altri sei è stato disposto l’obbligo di firma.

E sempre a proposito di No Tav inizia proprio oggi a Torino il processo contro tre minorenni rimasti coinvolti, secondo la polizia che li fermò sul posto, negli scontri vicino al cantiere della Torino-Lione a Chiomonte a luglio 2011. Arrivavano dalle province di Milano, Vercelli, Biella e per gli investigatori avrebbero lanciato pietre e bulloni contro le forze dell'ordine.

Foto © Getty Images - Tutti i diritti riservati

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