Carceri russe: a Kopesk i detenuti protestano contro torture e corruzione











Contro la corruzione, le estorsioni e le torture delle guardie carcerarie russe, duecento detenuti del carcere di Kopesk - nella regione di Celjabinsk, lungo la parte orientale degli Urali - hanno manifestato il loro malessere: praticamente un ammutinamento. I detenuti sono riusciti a issare degli striscioni sul tetto del carcere in cui si leggevano le loro richieste di aiuto per i soprusi a cui sono costretti tutti i giorni.

Sotto il penitenziario c’erano parenti e amici dei carcerati, ma i poliziotti non hanno tollerato che sostenessero la protesta e sono intervenuti. Uno dei presenti ha raccontato:


Guardate l'auto c'era anche un bambino in macchina. Si sono gettati contro di noi e hanno spaccato i vetri dell'auto. Il bambino è terrorizzato.

Le carceri russe ospitano 640mila persone, le condizioni di vita dei detenuti nelle prigioni di Stato sono impenetrabili, come denunciato dal Consiglio d'Europa. Secondo Amnesty International qualche piccolo miglioramento rispetto al passato è da registrare, ma torture e abusi rimangono diffusi e impuniti. Nel 2008 venne diffuso un video che testimoniava le terribili violenze sui detenuti del carcere di Ekaterinburg, e che risalirebbero a due anni prima. Di recente invece una istantanea che mostra il sovraffollamento di una prigione russa è stata pubblicata dal Daily Star, la foro è stata poi ripresa anche da la Repubblica.

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