Processo Scazzi, prosegue la deposizione di Sabrina Misseri: "Non l'ho uccisa io!"

E' ripreso stamattina davanti alla Corte d'Assise di Taranto il processo di primo grado per l'omicidio di Sarah Scazzi, interrotto la settimana scorsa durante la deposizione di Sabrina Misseri, una delle due imputate principali, che era partita col descrivere i suoi rapporti con la cugina e quelli con Ivano Russo, per poi passare a raccontare cosa successe, dal suo punto di vista, quel tragico 26 agosto 2010.

In apertura dell'udienza il pm Mariano Buccoliero ha chiesto alla Corte di poter ascoltare in aula alcune interviste televisive rilasciate dalla giovane Misseri nei giorni successivi alla scomparsa di Sarah Scazzi, con particolare interesse per quella dell'8 ottobre 2010, quando suo padre aveva appena confessato l'omicidio e fatto ritrovare il corpo senza vita della giovane, e tutte quelle rilasciate nei giorni a venire, prima che venisse tirata in causa e arrestata.

Secondo il pm la ricostruzione dei fatti fornita dall'imputata in quelle interviste - acquisite agli atti del processo come prove documentali - non coincide con quella emersa la settimana scorsa durante l'interrogatorio della giovane. Sabrina Misseri si è contraddetta più volte e quelle interviste ne sono la prova.

L'interrogatorio è ripreso in mattinata da dove si era interrotto: il pm Buccoliero ha chiesto a Sabrina Misseri di raccontare cosa successe dopo quel 26 agosto, fino al momento del suo arresto. Per ben sei ore la giovane ha cercato di rispondere alle domande incalzati relative ai suoi spostamenti, in particolare quelli tra le 15.30 e le 17 di quel giorno, prima che accompagnasse la madre di Sarah in caserma per denunciare la scomparsa della figlia.

La discussione si è poi spostata sul giorno del ritrovamento del cadavere della 15enne, nascosto in un pozzo in contrada Mosca, non lontano da Avetrana. Sabrina ha dichiarato di non conoscere quel luogo e di non esserci mai stata prima che suo padre vi facesse rinvenire il cadavere, ma questo particolare è stato contestato dai pm, secondo i quali la giovane stava mentendo.

La palla è poi passata in mano agli avvocati di parte civile - quelli che difendono i familiari della vittima: il padre Giacomo, il fratello Claudio e la madre Concetta Serrano - che stanno ponendo le loro domande alla giovane. Poi è stata la volta del controesame: l'avvocato Franco Coppi, difensore della giovane di Avetrana, ha cercato di smontare gli elementi accusatori forniti dal pm.

Di fronte alla domanda diretta del difensore, "hai ucciso tu Sarah Scazzi?", Sabrina ha risposto negativamente: "non l'ho uccisa io. Il perchè mio padre mi ha accusato è scritto nelle lettere e nei memoriali che continua a scrivermi e nei quali mi chiede spesso perdono e nei quali si accusa di essere stato lui l'unico autore dell'omicidio".

Il processo riprenderà domani mattina.

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