Hashish dal Marocco a Bologna: 8 arresti, 32 indagati

L’hashish arrivava dal Marocco all’aeroporto Marconi di Bologna nella pancia dei cosiddetti “ovulatori”. Dopo la sosta in Spagna, dove veniva stoccata e confezionata, la droga era pronta per essere venduta in Italia. La sezione antidroga del Gico della Guardia di Finanza ha scoperto e arrestato nei giorni scorsi i componenti di una banda dedita al traffico e allo spaccio di stupefacenti.

Otto i fermati, trentadue le persone in tutto indagate, la maggior parte delle quali sono cittadini marocchini che, secondo il Gico, smerciavano la droga in Emilia-Romagna, Veneto e Toscana. L’hashish aveva un principio attivo del 20% contro il 6% che si stima sia di solito contenuto nella droga di buona qualità. ll prezzo all’ingrosso era naturalmente più alto: 30mila euro per un chilo contro i 10mila di solito richiesti. Venti i chili di hashish complessivamente sequestrati dai finanzieri.

Le indagini sono state coordinate dalla procura distrettuale antimafia di Bologna e si sono avvalse di intercettazioni telefoniche e di sistemi di localizzazione satellitare GPS che hanno permesso di pedinare gli spostamenti degli indagati, alcuni dei quali provenienti dallo stesso paese, El Borouj, nel centro del Marocco. Finché era attiva non c'è stato nessun problema di "concorrenza" per la banda, ha sottolineato un ufficiale del Gico:


Nel mercato dello spaccio, sulla piazza bolognese, c'è posto per tutti. Il gruppo marocchino riusciva ad operare senza interferenze e resistenze di altre organizzazioni criminali.

Foto © Getty Images - Tutti i diritti riservati

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