Trento, uccise la prostituta Sara Marquez: 16 anni a Claudio Ghesla

Si è concluso ieri con una condanna a 16 anni di carcere il processo di primo grado a carico di Claudio Ghesla, l'imbianchino di 50 anni originario di Calceranica accusato di aver ucciso, la sera del 30 dicembre dello scorso anno, la prostituta colombiana Sara Micolta Marques, 28 anni.

L'uomo era stato arrestato subito e, dopo aver provato a negare tutto, fornì agli inquirenti una piena confessione, spiegando di essersi innamorato della vittima e di averle addirittura dato 5 mila euro da inviare ai suoi genitori in Colombia, salvo poi sentirsi rifiutato e umiliato da lei. Da lì il raptus omicida: prese una bottiglia di spumante e colpì in volto la giovane più e più volte fino ad ucciderla.

Ieri, a meno di un anno di distanza dal delitto, Ghesla è stato riconosciuto colpevole di omicidio volontario e, grazie alla concessione delle attenuanti generiche equivalenti all'aggravante della crudeltà e dei futili motivi, è stato condannato con rito abbreviato a 16 anni di carcere.

Il giudice Michele Maria Benini della Corte d'Assise di Trento è partito dalla pena di 24 anni ed ha sottratto lo sconto di un terzo previsto dalla scelta del rito, arrivando così a 16 anni di carcere.

L'uomo è stato anche condannato a risarcire i familiari della vittima per un totale di 230 mila euro (65 mila euro alla madre, 65 mila al figlio 11enne e 25 mila euro a testa ai quattro fratelli). Ghesla, scrive Il Trentino, è pressoché nullatenente e i legali di parte civile hanno annunciato l'intenzione di chiedere un risarcimento alla Presidenza del Consiglio.

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