Milano, ritrovato il corpo di Lea Garofalo: 6 persone già condannate all’ergastolo

Colpo di scena nelle indagini sull'omicidio di Lea Garofalo, la 35enne collaboratrice di giustizia scomparsa nella notte tra il 24 e il 25 novembre 2009. Il corpo carbonizzato della donna, lo riferisce oggi La Stampa, sarebbe stato ritrovato in un campo della Brianza.

Insieme ai resti umani sono stati rinvenuti oggetti che ne confermerebbero l'identità, ma sarà comunque l'esame del DNA a dire con certezza se si tratta o meno della madre coraggio che si ribellò alla 'ndrangheta. Finora c'era la convinzione che Lea Garofalo fosse stata uccisa e sciolta nell'acido così da eliminare ogni prova del suo omicidio, ma quest'ultima scoperta mette in discussione tale ricostruzione.

Nel marzo scorso per quel delitto furono condannate sei persone, tutte all'ergastolo. Per Carlo Cosco, ex marito di Lea e padre di sua figlia Denis, e il fratello Vito Sergio è stato anche stabilito l'isolamento diurno per due anni, mentre per gli altri quattro imputati - Giuseppe Cosco, Rosario Curcio, Massimo Sabatino e Carmine Venturino, quest'ultimo ex fidanzato di Denise - l'isolamento diurno sarà di un anno. Per loro l'accusa era di sequestro di persona, omicidio e distruzione di cadavere.

Gli inquirenti, scrive il quotidiano, sarebbero certi dell'identità dei resti rinvenuti, ma è necessario attendere il test del DNA per la conferma definitiva e per capire se in seguito a questo ritrovamento cambierà qualcosa per i sei condannati, a cui è stata contestata anche l'accusa di distruzione di cadavere.

La donna, secondo la ricostruzione emersa nel corso del processo di primo grado, fu uccisa la sera del 24 novembre: fu rapita dall'ex marito e dai suoi complici, caricata in auto e torturata per farsi dire cosa aveva detto agli inquirenti e infine uccisa con un colpo di pistola in testa. Sarà l'autopsia, a questo punto, a chiarire il particolare dell'omicidio.

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