San Vittore: arrestato il cappellano don Alberto Barin

Scandalo nel carcere milanese di San Vittore. Don Alberto Barin, il cappellano della struttura, è stato arrestato oggi con la pesante accusa di violenza sessuale continuata e pluriaggravata e concussione. Ad accusare l'uomo sono sei detenuti stranieri, tutti di età compresa tra i 22 e i 28, che hanno denunciato richieste di favori sessuali in cambio del miglioramento delle loro condizioni di detenuti, miglior cibo compreso.

Ad incastrare il religioso ci sarebbero anche le riprese delle telecamere nascoste installate dagli inquirenti all'interno del suo ufficio. Questo avrebbe permesso ai militari di trovare un riscontro alle denunce: Barin, 51 anni, avrebbe costretto i reclusi a soddisfare le proprie richieste sessuali in cambio di beni materiali - come sigarette, dentifricio e simili - e della promessa di mettere una buona parola per la loro scarcerazione.

Il cappellano è in servizio a San Vittore dal 1997 e i reati a lui contestati riguardano il periodo compreso tra il 2008 e il 2012. Un lunghissimo periodo durante il quale, come denunciato per la prima volta l'estate scorsa da una della vittime, don Barin avrebbe abusato della sua posizione e della sua autorità per puro piacere fisico. Chi si rifiutata di "essere gentile con lui" veniva punito con l'assenza di quei benefici che venivano invece concessi alle altre vittime.

La notizia dell'arresto è stata diffusa dal procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti, a cui hanno fatto seguito le dichiarazioni del procuratore aggiunto Pietro Forno che hanno aggiunto qualche particolare in più:

È una vicenda terribile e noi abbiamo agito con grande prudenza quando ci siamo trovati a raccogliere la prima denuncia da parte del giovane africano accusato di reati contro il patrimonio il quale avendo subito violenza da un altro recluso spiegava a verbale che non si trattava della prima volta.

Le indagini sono ben lontane dal considerarsi concluse. E' necessario chiarire se i sei detenuti che hanno denunciato gli abusi furono le uniche vittime del sacerdote o se quelle modalità di concessioni di favori fossero la norma ed avessero riguardato anche altri carcerati. Da chiarire anche cosa succedeva a casa del sacerdote, visto che una delle vittime ha denunciato di esser stato costretto, una volta terminato di scontare la sua condanna, di recarsi nell'abitazione di Barin e di subire ancora una volte le violenze.

Con uno scandalo del genere era lecito attendersi una repentina comunicazione da parte della Curia di Milano, che poche ore dopo l'arresto del sacerdote ha diffuso una breve nota:

La Curia esprime il proprio sconcerto e il dolore per l’arresto di don Alberto Barin e per i fatti che al cappellano della Casa circondariale di san Vittore sono contestati. Fin da ora manifesta la massima fiducia nel lavoro degli inquirenti e la disponibilità alla collaborazione per le indagini.

Il sacerdote, di fronte all'evidenza dei filmati registrati dagli inquirenti, è stato arrestato su ordine del gip Enrico Manzi e condotto nel carcere di Bollate, dove verrà interrogato nel corso delle prossime ore. L'accusa per lui è di violenza sessuale continuata e pluriaggravata e concussione. Le vitvime, invece, sono state trasferite dal carcere di San Vittore presso altre strutture penitenziarie.

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