Porto di Fiumicino sotto sequestro, sette indagati: "Carenze strutturali"

Il nuovo Porto turistico di Fiumicino, un'opera faraonica da oltre 400 milioni di euro, è bloccata per mancanza di fondi da quasi due anni, ma quel poco che è stato già realizzato (la prima parte dei moli per circa 20 milioni di euro) suggerisce di non rammaricarsi eccessivamente per le lungaggini nella realizzazione del progetto. La recente ondata di maltempo, con le forti mareggiate abbattutesi sul litorale laziale, hanno messo in evidenza tutte le fragilità del primo lotto di opere realizzate. Una parte del cosiddetto "Molo di Traiano" è sprofondato, così il Pm di Civitavecchia, Chiara Gallo, ha disposto il sequestro preventivo dell'area.

L'ipotesi dei magistrati è che il consorzio di aziende incaricate di realizzare l'opera, l'Acqua Pia Antica Marcia, avrebbe messo in piedi un complesso sistema di subappalti volti a risparmiare in maniera notevole sulla realizzazione dell'opera, il tutto a discapito della qualità dei materiali utilizzati e sfruttando altre aziende non qualificate.

Il reato prefigurato per le 7 persone raggiunte da un avviso di garanzia è quello di "frode" in forniture pubbliche ai danni dello Stato, fra gli indagati spunta il nome dell'imprenditore Francesco Bellavista Caltagirone. In sede di realizzazione il progetto approvato dalla Regione Lazio avrebbe subito modifiche tali da consentire un risparmio notevole per le imprese incaricate, il tutto oltre il limite del lecito con evidente pregiudizio alla qualità delle strutture che si inquadrano in quello che dovrebbe divenire il più grande porto turistico del Mediterraneo: 4 darsene, 1500 posti barca, 104 ettari totali. Il progetto era stato presentato come "rispettoso dell'ambiente", all'avanguardia dal punto di vista delle tecnologie utilizzate, invece pare essere di "cartapesta".

Il sindaco di Fiumicino, Mario Canapini, commenta sconsolato:

Il porto turistico di Fiumicino da lustri non trova pace: prima per le difficoltà burocratiche fino ad arrivare a quelle finanziare e realizzative. Attendiamo a questo punto gli accertamenti e gli esiti dell'attività d'indagine della magistratura che evidentemente ha ritenuto di dover sequestrare l'area e fare luce su eventuali anomalie. Prima c'era stato un contenzioso tra la società realizzatrice e l'impresa costruttrice, poi una perizia tecnica aveva individuato delle difformità rispetto al progetto: è una vicenda che non trova pace ma speriamo che tutto si risolva e che Fiumicino possa vedere la luce di un'opera importante ed attesa ormai da decenni.

C'è poco da essere ottimisti.

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