'Ndrangheta, arrestato a Cosenza il boss Ettore Lanzino: era latitante dal 2008

L'elenco dei latitanti di massima pericolosità stilata dal Ministero dell'Interno continua a restringersi. Ieri l'ennesimo depennamento: Ettore Lanzino, capo indiscusso dell'omonima cosca della 'ndrangheta cosentina, è stato arrestato dopo oltre quattro anni di latitanza nel corso di una vasta operazione condotta dai carabinieri del comando provinciale di Cosenza e dal Ros.

Il boss è stato rintracciato in un appartamento in un quartiere residenziale di Rende, alle porte di Cosenza, dove si era nascosto insieme al suo luogotenente Umberto Di Puppo e al proprietario dell'appartamento. Da lì, secondo quanto emerso nel corso delle indagini, Lanzino continuava a gestire gli affari della cosca.

A lui, 57 anni, sono state notificate quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa ed omicidio. E' già stato condotto in carcere, dove lo attende una importante condanna da scontare: ergastolo, come disposto lo scorso aprile dalla Corte d'Assise di Cosenza, per esser stato riconosciuto come mandante di due omicidi compiuti nel 1999, quello di Vittorio Marchio e di Marcello Calvano.

In manette è finito anche Umberto Di Puppo, accusato di favoreggiamento. I due uomini, individuati dopo mesi di indagini e pedinamenti, si sono lasciati arrestare senza opporre resistenza.

Del boss avevamo parlato anche pochi giorni fa, quando il suo nome era emerso nell'ambito dell'inchiesta che ha portato all'arresto di due consiglieri provinciali di Cosenza, Pietro Ruffolo e Umberto Bernaudo. Lanzino era stato un dipendente della cooperativa Rende 2000 da aprile a settembre 2008, poco prima di darsi alla macchia.

Foto | Ministero dell'Interno

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