Cosenza, arrestati due consiglieri provinciali: Bernaudo e Ruffolo accusati di corruzione

Umberto Bernaudo e Pietro Paolo Ruffolo, consiglieri provinciali di Cosenza in quota Pd sono stati arrestati stamattina e posti ai domiciliari. Sono accusati di ingerenza clientelare nella gestione di una cooperativa di servizi del Comune di Rende riconducibile a Michele di Puppo, presunto boss del clan di ‘ndrangheta Lanzino-Presta-Di Puppo finito anche lui in manette oggi.

I fatti oggetto d'indagine risalgono al 2009, Bernaudo e Ruffolo secondo l’accusa avrebbero finanziato con risorse pubbliche la cooperativa Rende 2000 e in cambio la cosca cosentina si sarebbe occupata di procacciare voti per i due candidati consiglieri alle elezioni provinciali di tre anni fa.

Sia Bernaudo che Ruffolo erano già indagati, rispettivamente come ex sindaco ed ex assessore del Comune di Rende, per concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione e voto di scambio. I provvedimenti restrittivi eseguiti oggi, ed emessi dal Gip distrettuale di Catanzaro, sono relativi a un’altra tranche dell’inchiesta della Dia di Catanzaro e dei carabinieri di Cosenza.

Il gip distrettuale di Catanzaro Livio Sabatini ha escluso l’aggravante delle modalità mafiose, chiesta dai pm della DDA, per i due consiglieri provinciali che dovranno quindi rispondere delle ipotesi di reato di corruzione e corruzione elettorale.

Dopo l’operazione Terminator 4, 18 arresti a dicembre 2011, e l’iscrizione nel registro degli indagati di Bernaudo e Ruffolo, diversi parlamentari del Pdl avevano interpellato il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri sollecitando la nomina di una commissione d’accesso al comune di Rende per verificare eventuali infiltrazioni mafiose.

Foto | © TMNews

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