Stragi di mafia, arrestato Cosimo D’Amato: “fornì il tritolo”

Si chiama Cosimo D’Amato ed è un pescatore l’uomo di 57 anni arrestato ieri dalla DIA con l’accusa di aver fornito il tritolo usato per le stragi mafiose del 1992-'93-'94 a Palermo, Firenze, Milano e Roma. Esplosivo che l’uomo, di Santa Flavia (Palermo), avrebbe consegnato al gruppo del boss Francesco Tagliavia, già condannato a Firenze per le stragi a seguito delle testimonianze del pentito Gaspare Spatuzza.

D’Amato deve ora rispondere delle ipotesi di reato di strage, devastazione e  detenzione di un ingente quantitativo di esplosivo, per aver concorso agli attentati, con i boss Totò Riina, Bernardo Provenzano, Filippo e Giuseppe Graviano e la primula rossa Matteo Messina Denaro. Per gli inquirenti, il tritolo fornito da D'Amato sarebbe stato ricavato dal recupero in mare di residuati bellici.

Parente di un altro condannato per quelle stragi, Cosimo Lo Nigro, D’Amato finora non era stato neanche sfiorato dall’inchiesta eppure secondo gli investigatori avrebbe fornito il tritolo per gli attentati contro il magistrato antimafia Giovanni Falcone a Capaci il 23 maggio del 1992 (5 i morti); a Roma in via Fauro (il 14/5/1993), San Giovanni in Laterano, San Giorgio al Velabro (28/7/1993) e Stadio Olimpico (23/1/1994); a Firenze in via dei Georgofili (il 27/5/1993) e a Milano in via Palestro (2/7/1993).

A Firenze e Milano le bombe provocarono la morte di 10 persone. L'arresto è stato disposto dal gip del Tribunale di Firenze Anna Favi.

Foto | ©TMNews

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