Bimbi uccisi ad Umbertide: il padre Mustapha Hajjaji ha confessato

C'è voluto qualche giorni, ma alla fine Mustapha Hajjaji, marocchino di 44 anni, ha ammesso le sue responsabilità per il duplice omicidio dei due figli - una bimba di 12 anni e il fratellino di 8 - uccisi a coltellate martedì ad Umbertide, in provincia di Perugia.

L'uomo, piantonato in una stanza dell'ospedale Santa Maria della Misericordia, ha confessato al giudice per le indagini preliminari di aver premeditato il tutto: voleva uccidere i due figli da quando la moglie lo aveva lasciato e li aveva portati con sé ad Umbertine e voleva togliersi la vita per poter rimanere per sempre coi due bambini.

"Volevo troppo bene ai miei figli e non potevo stare senza di loro". E così è uscito dalla sua abitazione di Città di Castello casa ed ha raggiunto Umbertide portando con sé una corda e un taglierino. Approfittando dell'assenza della moglie, che la sera del 6 novembre si trovava a lavoro, si è fatto aprire la porta di casa dai due figli e li ha massacrati in pochi minuti.

Poi, ne avevamo già parlato, ha cercato di togliersi la vita non prima di aver telefonato alla moglie per comunicare la tragedia. E' stato proprio l'allarme lanciato dalla donna a salvare la vita al marito, ricoverato d'urgenza all'ospedale di Città di Castello e successivamente trasferito a Perugia.

Ora Mustapha Hajjaji si trova in stato d'arresto con l'accusa di duplice omicidio. I funerali dei due bambini, lo ha reso noto l'amministrazione comunale di Umbertide, si terranno domani mattina presso l'ospedale di Perugia.

  • shares
  • Mail