Brescia, torturarono e bruciarono vivo Gioacchino Lombardo: arrestati i tre fratelli Palumbo

Ci sono voluti più di nove anni, ma alla fine i tre presunti responsabili dell'omicidio di Gioacchino Lombardo sono finiti in manette. Si tratta di tre fratelli napoletani - Claudio, Giovanni e Pasquale Palumbo - arrestati dai carabinieri del comando provinciale di Brescia con la pesante accusa di omicidio volontario, la stessa contestata al figlio di Lombardo, Vincenzo.

I fatti risalgono al pomeriggio del 2 luglio 2003, quando Gioacchino Lombardo fu picchiato selvaggiamente, incaprettato con del filo elettrico e rinchiuso nel bagagliaio di un'auto trasportata nelle campagne di Bereguardo, in provincia di Pavia, e data alle fiamme. Lombardo, lo rivelò l'autopsia, era ancora vivo quando il mezzo venne incendiato.

Ad uccidere l'uomo fu il figlio Vincenzo, reo confesso, che aggredì a calci e pugni il genitore di 51 anni per via di una donna contesa. Con lui, sostengono gli inquirenti, c'erano anche i fratelli Palumbo, indagati insieme a Vicenzo Palumbo fin dal primo momento.

I quattro furono condannati a 23 anni di carcere dalla prima sezione penale di Brescia nel 2010 per tentato omicidio ed omicidio colposo, ma quella sentenza fu ribaltata in secondo grado quando il sostituto procuratore Domenico Chiaro contestò l'accusa di omicidio volontario e riuscì ad ottenere l'annullamento della sentenza.

Le indagini ripartirono dal principio ed oggi, a distanza di poche settimane, i quattro indagati sono tornati dietro le sbarre in attesa nel nuovo processo.

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