Ingroia lascia Palermo: “rifarei tutto quel che ho fatto”

Antonio Ingroia lascia Palermo. Il pm antimafia, finora titolare anche dell’inchiesta sulla trattativa, parte per il Guatemala dove per conto delll’Onu sarà a capo della commissione contro l’impunità. Al centro di accese polemiche politiche per le sue ospitate a feste di partito e per le sue dichiarazioni spesso fuori dai denti sui presunti rapporti intercorsi tra pezzi dello Stato e mafia, Ingroia ha voluto precisare che non abbandonerà la magistratura per un seggio in parlamento con il Movimento 5 stelle:

Non c'è nulla di concreto e quindi non sto neanche a smentire mere ricostruzioni giornalistiche.


Dopo 20 anni passati sulle barricate alla procura di Palermo, il Guatemala non è visto come l’esilio da Ingroia che dice:

Purtroppo sono un po' presuntuoso. Quindi non trovo degli errori gravi che possa aver fatto in passato. So di non essere infallibile, di non essere immune da errori, ma ripensandoci rifarei tutto come l'ho fatto.

E a proposito di mafia ed elezioni, di boss e politica, ieri a il Fatto Quotidiano il pentito Gaspare Mutolo ha offerto la sua chiave di lettura del recente voto per le regionali siciliane. Davvero la mafia si è astenuta in questa tornata elettorale? Davvero i mammasantissima, come rilanciato in questi giorni dall’informazione main stream, hanno preso tempo per cercare nuovi, fidati, referenti?


Se la mafia voleva, faceva andare a votare e mettere in minoranza a Crocetta, un uomo onesto che ha sempre lottato alla mafia. Ma ha lasciato che vincesse, per mandare un messaggio a Pdl e Udc. I boss si sono sentiti traditi. (...) I loro beni sono stati, in parte, confiscati. I padrini sono da vent’anni dentro, gli uomini più importanti al carcere duro: mi spiego? (...) Ho paura che ci sarà una stagione più violenta di quella del ‘92-‘93. L’unica speranza è il neo presidente: se riesce veramente a fare pulizia, può darsi che l'Isola si salvi.

Sull’astensionismo dei detenuti per mafia Mutolo afferma:

È un sintomo coerente con la mia lettura. L’ordine è stato categorico, evidentemente. Quelli che non hanno votato sono controllati dalla mafia. E ora la mafia spera che i politici hanno una reazione. I voti della mafia sono stati fermi, per adesso . Vede, così a lungo i mafiosi non ci sono stati mai dentro, soprattutto con questo regime duro del 41-bis. Per loro è una cosa inaccettabile. Dell’Utri, Schifani, Berlusconi sono ancora nei posti chiave: i pezzi da novanta vogliono mandare un messaggio. Prova ne sia che c’è ancora il processo sulla trattativa e sappiamo quali sono le richieste della mafia.

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