L'angolino della procedura: il rito immediato e il procedimento direttissimo

In una delle puntate precedenti abbiamo parlato del rito abbreviato, come procedimento diverso da quello ordinario, per far risparmiare tempo e risorse allo stato nella celebrazione di un rito più leggero. Oggi parliamo di altri due riti speciali, che si attivano in circostanze particolari: l'immediato e il processo direttissimo.

In televisione si sente parlare molto di questi due riti speciali, in particolare avrete sentito parlare del direttissimo in relazione agli episodi di violenza negli stadi. Ma andiamo con ordine. In genere si parla di questi due procedimenti speciali confondendoli, perchè presentano numerosi elementi in comune, su tutti il passaggio diretto alla fase dibattimentale senza passare dall'udienza preliminare. Questo accade perchè, come vedremo, il rito direttissimo ed il rito immediato sono attivati quando il PM vede che il quadro probatorio è così schiacciante che sarebbe inutile, e un'inutile perdita di tempo, passare dalla fase dell'udienza preliminare, che funge proprio da filtro per evitare di portare alla fase dibattimentale quelle udienze in cui non ci sono abbastanza prove per sostenere l'accusa in giudizio.

Quindi se l'udienza preliminare serve a non far proseguire i processi dove non ci sono abbastanza prove, la stessa udienza preliminare si può saltare se le prove sono schiaccianti, e si può andare direttamente al giudizio. Facciamo nuovamente riferimento ad un'esigenza di economia processuale, che comporta un accorciamento dei tempi e dei costi, bilanciato da delle garanzie: è possibile saltare una fase processuale solo se il legislatore è assolutamente sicuro che quella fase sarebbe superflua. Ed è per questo che si usano il direttissimo e l'immediato nei casi di confessione del reo, di arresto in flagranza di reato, di evidenza della prova (pensiamo a una registrazione di una telecamera di sorveglianza).

A livello tecnico ci sono delle differenze fra i due riti speciali, in quanto a presupposti, condizioni, ma non voglio entrare in argomenti troppo specifici, ma per qualsiasi dubbio risponderò nei commenti. Volevo invece portare l'attenzione sull'aspetto inquisitorio di un processo di questo tipo: la logica che sottende a un processo in cui una scelta insindacabile (nella maggior parte dei casi) del PM può far venir meno delle garanzie, e un processo dove è disposta la soppressione di un controllo giurisdizionale sul rinvio a giudizio (disposto nell'U.P.), può spaventare, riprendendo un pò quelle disposizioni del codice del 1930 che il rito direttissimo avevano introdotto. Però come vedremo in una delle prossime settimane, se il nostro sistema presenta dei tratti a carattere inquisitorio (specialmente nella fase delle indagini preliminari), sono presenti anche le garanzie sufficienti per evitare un abuso di discrezionalità e di potere che pericolosamente potrebbero portare ad un'amministrazione non giusta, o comunque subordinata ad un disegno politico, della giustizia.

Riferimenti agli articoli 449 e seguenti del codice di procedura penale.

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