Giallo a Brooklyn: Vindalee Smith, al nono mese di gravidanza, sgozzata il giorno prima del suo matrimonio

E' ancora avvolta nel mistero la morte di Vindalee Smith, 38enne di origini giamaicane trovata morta sabato pomeriggio nel suo appartamento di East Flatbush, Brooklyn. E' stata uccisa con una coltellata al collo e né l'arma del delitto né l'autore sono stati ancora rintracciati.

A dare l'allarme è stata la sua padrona di casa, preoccupata perchè non aveva sue notizie da un paio di giorni. La vittima, scrive il New York Daily News, avrebbe dovuto sposarsi domenica, il giorno successivo al suo ritrovamento, ed era anche incinta di quasi nove mesi. Il bimbo, non ancora nato, non è sopravvissuto.

Le indagini degli inquirenti si sono concentrate subito sul compagno della Smith, il 33enne Anthony Michael Jackman, che dopo un lungo interrogatorio non risulta sospettato del delitto, anche se continua ad essere una "persona d'interesse". Secondo il Wall Street Journal l'uomo sarebbe già sposato e vivrebbe con sua moglie in New Jersey. La donna sarà interrogata nel corso delle prossime ore.

Una delle piste che gli inquirenti stanno valutando conduce ad un vicino di casa di Vindalee Smith, un uomo che nelle settimane precedenti l'aveva minacciata di morte in seguito ad una discussione sul cane della vittima, lasciato libero nella palazzina.

C'è poi un particolare inquietante, ancora al vaglio dei militari: sotto al corpo della vittima, madre di quattro figli, è stato rinvenuto un biglietto, stampato nero su bianco, in cui si legge che "molte altre donne incinte moriranno se non verrà rilasciato il cecchino di Washington DC" Lee Boyd Malvo.

Il 27enne sta scontando diversi ergastoli per un'ondata di omicidi commessi ad ottobre 2002 nell'arco di tre settimane: insieme a John Allen Muhammad, giustiziato nel novembre 2009, Malvo uccise almeno dieci persone e ne ferì 3.

Gli inquirenti sono piuttosto scettici sulla veridicità della minaccia e ritengono che si tratti di un tentativo dell'assassino di depistare le indagini. Si tratta comunque di una minaccia che merita di essere approfondita prima di essere esclusa del tutto.

L'ipotesi più plausibile, almeno a questo punto delle indagini, è che la vittima conoscesse il suo assassino: i militari non hanno trovato segni di effrazione, segno che Vindalee Smith abbia aperto la porta alla persona che, pochi minuti dopo, l'ha uccisa a coltellate.

Le indagini e gli interrogatori di amici e conoscenti continuano senza sosta.

Via | New York Post

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