Palermo, omicidio Carmela: convalidato l'arresto di Samuele Caruso

AGGIORNAMENTO 13:20 - Il gip del tribunale di Palermo Maria Pino ha convalidato l'arresto di Samuele Caruso.

Palermo, omicidio Carmela: Samuele Caruso davanti al Gip


È prevista per questa mattina l’udienza di convalida del fermo di Samuele Caruso, 23 anni, che ha confessato di aver ucciso, la settimana scorsa a Palermo, la sorella dell’ex fidanzata e di aver ferito quest’ultima. La vittima, Carmela Petrucci, di 17 anni, è stata assassinata con due fendenti alla gola mentre cercava di difendere la sorella Lucia, 18 anni, dalla furia omicida del suo ex.

Caruso agli inquirenti avrebbe raccontato che non voleva uccidere Carmela, ma che avrebbe voluto “punire” la sorella. Temeva avesse un altro ragazzo:

“Non ce l'avevo con Carmela, non volevo colpire lei, l'ho colpita per sbaglio. Ce l'avevo con Lucia...".

Il 23enne non riusciva ad accettare che la loro relazione fosse finita e dopo aver tormentato la ragazza su Facebook venerdì scorso è uscito armato di coltello e ha aggredito le due sorelle nell’androne del loro palazzo.

Non un raptus di follia, ma un delitto premeditato secondo chi indaga. Caruso ha una "mente insondabile" dicono gli inquirenti mentre la madre del reo confesso cerca di difenderlo dicendo che non è un mostro.

L’autopsia effettuata sul corpo di Carmela Petrucci ha confermato che le è stata recisa la carotide. Le condizioni della sorella Lucia, ricoverata nel reparto di rianimazione dell'Ospedale Cervello, sono in miglioramento. La ragazza secondo il primario del reparto:

"è stata colpita in un modo davvero barbaro da almeno venti coltellate su tutto il corpo, dalla schiena alla lingua, dalla clavicola alla guancia, e alle labbra. L'aggressore è come se avesse usato un bisturi, i tagli sono tutti lineari e non frastagliati. Le abbiamo dato oltre cento punto di sutura su tutto il corpo".

Caruso si trova in carcere all’Ucciardone con l’accusa di omicidio volontario premeditato e tentato omicidio. Ha aspettato Lucia e la sorella Carmela sotto casa, al ritorno dalla scuola, con il coltellaccio in tasca che si era portato da casa. Poi è fuggito a piedi verso il Foro Italico, sul lungomare Cristoforo Colombo ha comprato una maglietta cambiandosi quella che indossava già di colore rosso e macchiata dal sangue delle due sorelle.

Intanto sabato in piazza Politeama centinaia di persone, tra cui i compagni di scuola di Carmela e Lucia, hanno partecipato al presidio organizzato dal Coordinamento Anti Violenza 21 luglio, per dire basta ai femminicidi e ricordare l’ultima vittima di una strage che dall’inizio dell’anno ha visto uccise 100 donne, nel 2011 erano state 137 le vittime, nel 2010 altre 127.

Su uno striscione in mano ai manifestanti a Palermo si leggeva:

"Per ogni donna uccisa, stuprata, offesa siamo tutte parte lesa".

Il sindaco Leoluca Orlando ha disposto per tutti gli uffici pubblici e le scuole comunali l'esposizione delle bandiere a mezz'asta nel giorno dei funerali di Carmela.

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