Padova: bambino prelevato da scuola con la forza (video shock a Chi l'ha visto) AGGIORNATO


[POST IN COSTANTE AGGIORNAMENTO]

Repubblica ore 16:19 Il capo della polizia Antonio Manganelli ha immediatamente disposto un'inchiesta interna per la verifica dei fatti accaduti. Nel contempo il filmato integrale e' stato trasmesso all'autorita' giudiziaria per l'attivita' di competenza della stessa.

AGGIORNAMENTO ORE 15.29 Precisazioni Questore dall'Asca:

Si tratta del padre che lo tiene per le gambe. A un certo punto il bambino si e' buttato a terra: e' un ragazzino corpulento e per questo il padre ha chiesto aiuto a uno dei nostri agenti per sollevarlo da terra e portarlo in auto. Il nostro supporto e' stato richiesto dall'autorita' giudiziaria che ha dato facolta' al padre del bambino di richiedere l'intervento della forza pubblica per eseguire il provvedimento di affidamento disposto dal Tribunale dei minori.


ORE 14:35 Dichiarazioni Questura di Padova riportate dall'Adnkronos:

Le immagini del video choc del bambino prelevato con la forza da scuola per essere portato dal padre, a cui la magistratura ha dato la patria potesta' assoluta, "sono parziali", e tra l'altro non si vede che una delle due persone che porta via il bambino e' suo padre. Se non ci fosse stato l'intervento pretestuoso dei familiari del lato materno con la telecamera, mirato a creare caos mediatico, forse sarebbe stato fatto il bene del bambino. Il bambino ieri e' stato visitato dal pediatra, ora e' sereno, gioca e sta bene, Si tratta di un provvedimento che doveva essere eseguito gia' due anni fa, ma la famiglia materna si e' sempre opposta e il padre da mesi non vedeva suo figlio. Gli unici che hanno volutamente produrre il caos sono stati i parenti della madre, che non hanno creato le condizioni favorevoli per l'affidamento al padre, cosi' come disposto dalla magistratura.


UPDATE: Alfonso Giglione, il nonno del bambino a Tgcom24:

Spero che si riesca a liberare il bambino perché la cosa che mi fa più male è sapere che è rinchiuso in una casa famiglia con un cordone formato da persone che, quando vedono arrivare qualcuno della famiglia materna, chiamano la questura impedendo qualsiasi collegamento. Ieri sera è andato lì il pediatra, dopo aver visto le immagini del bambino trascinato via in quel modo, per visitarlo. Glielo hanno impedito. Ancora oggi non sappiamo come sta, dopo quello che è accaduto ieri.


La mamma Ombretta Giglione a Mattino Cinque:

Leonardo è stato portato in comunità perché la Corte d’Appello di Venezia ha emesso un decreto sulla base del fatto che al bambino era stata diagnosticata la PAS (sindrome da alienazione parentale). Secondo la PAS, se il bambino non viene prelevato dalla famiglia materna e resettato in un luogo neutro, come una sorta di depurazione, non potrà mai riallacciare il rapporto con il padre. Tutto questo in base ad una scienza spazzatura che arriva dall’America, il cui promotore è Gardner, un pedofilo morto suicida. In Italia ci sono modi più civili per far riallacciare i rapporti tra padre e figlio; Leonardo vedeva suo padre in incontri protetti una volta alla settimana, ogni settimana. Ieri sera sono andata nella casa famiglia nella quale è stato portato mio figlio, ma mi hanno impedito di vederlo. Ero con il pediatra e ho chiesto che il bambino venisse visitato perché, visto il modo barbaro con il quale è stato trascinato via da scuola, aveva sicuramente riportato qualche trauma, ma, soprattutto, volevo accertarmi del suo stato psicologico. Ma questo non mi è stato permesso.

Il senatore Stefano Pedica:
Il bambino è stato trattato peggio di Totò Riina e avrà quel trauma per tutta la vita. Questi poliziotti dovranno pagare e io gliela faccio pagare. Anche loro hanno dei figli: dovrebbero mettersi una mano sulla coscienza e chiedere immediatamente scusa per ciò che hanno fatto


Davanti alla scuola elementare di Cittadella (Padova) tanti cartelloni con scritte come "i bambini vanno ascoltati" (Fonte Ansa)

Qualche ora fa, Chi l'ha visto ha mostrato le scioccanti immagini di un bambino padovano di appena dieci anni sottratto alla madre (e prelevato direttamente da scuola sotto l'occhio rabbrividito degli altri compagni di classe) a forza di spintoni, trascinamenti vari contro la propria volontà. L'intervento (non proprio gentile) della polizia ha peggiorato la già burrascosa la situazione tant'è che il ragazzino, che si è sottratto alle spinte energiche degli agenti, ha avvertito un senso di soffocamento. Una zia, accorsa in aiuto del nipotino, ha filmato la scena impietosa: la donna è stata minacciata persino da un tutore della legge:

Io sono un ispettore di polizia, lei non è nessuno.

Roberta Lerici, presidente dell’associazione Bambini coraggiosi e l’avvocato Andrea Coffari (che è intervenuto telefonicamente al programma della Sciarelli), presidente nazionale del Movimento infanzia, hanno diffuso una nota congiunta ricostruendo i fatti:


Un bambino di dieci anni, al centro di una causa di affidamento, è stato prelevato con la forza da scuola per essere collocato in una casa famiglia. Tre persone si sono presentate in classe intimando ai compagni di uscire dall'aula. Una volta rimasto solo, il piccolo è stato prelevato con la forza, nonostante si tenesse disperatamente avvinghiato al suo banco, piangendo. Poi è stato trascinato per la strada, urlante da una serie di persone tra cui il padre, gli assistenti sociali, e alcuni poliziotti guidati da un consulente tecnico d'ufficio che aveva diagnosticato in lui una malattia rifiutata dalla comunità scientifica internazionale, la Pas (Sindrome da Alienazione Parentale). La famiglia del piccolo assistita l'avvocato Andrea Coffari, sporgerà denuncia per le modalità disumane usate con il bambino, il quale chiedeva disperatamente aiuto senza che l'azione violenta s’interrompesse. Giovedì mattina alle 8,30 i genitori dei compagni di classe manifesteranno davanti alla scuola elementare Cornaro di Cittadella. Nelle cause di separazione i casi di prelevamento dei minori contesi con l'uso della forza sono molto più diffusi di quello che si pensa. Il piccolo viveva con la mamma e vedeva il padre in incontri protetti. Rifiutava di vederlo da solo, nella sua abitazione o altrove, in quanto nelle precedenti frequentazioni riferiva di aver subito maltrattamenti psicologici di vario tipo.

Da Il Gazzettino: La Questura si limita a parlare di «notevoli difficoltà» nell’esecuzione di un provvedimento legittimo e concordato (per quanto attiene il luogo) con un consulente della Corte d’Appello. Il padre ha ottenuto quello che aveva chiesto, ritenendo che in questo modo sia garantita l’integrità psicologica del figlio. E dalla sua ha una decisione dei giudici, evidentemente ponderata anche se lacerante. Dopo la separazione, il bimbo è sempre rimasto con la madre. Fino a ieri. «Vedeva il padre in incontri protetti. Rifiutava di vederlo da solo in quanto nelle precedenti frequentazioni riferiva di aver subito maltrattamenti psicologici di vario tipo» ha dichiarato l’avvocato Coffari.

Fonte | via Il MattinodiPadova

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