Francesco e Salvatore Pappalardi: “Una fine orribile”

Ventisette anni fa l’Italia si era fermata per Alfredino Rampi, caduto in un pozzo artesiano a Vermicino. Ieri, per qualche ora, si era tornati al 1981, a Pertini, alle interminabili dirette televisive, ai pompieri e ai volontari che si calano nel buio. Invece il destino fa trovare due corpi, mummificati.

Di due ragazzi, che secondo il Questore di Bari, sono caduti vivi in fondo al baratro. Nel nero: a fare quella che il Procuratore della Repubblica di Bari ha definito “Una fine orribile”. La vicenda di Francesco e Salvatore Pappalardi non si chiude qui però. Restano in piedi le accuse al padre dei due fratelli; resta in piedi l’ipotesi che abbia depistato le indagini.

Soprattutto rimane “L’impianto accusatorio: l’ipotesi è quella di omicidio” come spiegato dal Questore di Bari Vincenzo Maria Speranza. Per fare ordine in questa vicenda, il sito di Chi l’ha visto offre una panoramica molto ben aggiornata. Una esauriente cronologia dell’orrore.

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