Lucca: detenuto si impicca in carcere. Sappe: "situazione allarmante"

Ennesimo suicidio in carcere, ieri sera a Lucca, dove come informa il sindacato Sappe: "un detenuto di nazionalità tunisina, 28 anni, arrestato ad agosto 2016 per tentata rapina e ristretto nella I Sezione detentiva del carcere lucchese, si è impiccato alle sbarre della propria cella con delle lenzuola. Proprio ieri mattina lo stesso detenuto era stato condannato dal Tribunale di Lucca a due anni per rapina. E' stato fatto di tutto per salvarlo, purtroppo senza riuscirvi".

Donato Capece, segretario generale del Sappe, parla di una situazione davvero allarmante. Il personale di polizia penitenziaria è sottodimensionato e le carceri hanno sempre a che fare con il problema del sovraffollamento, mai davvero affrontato e risolto.

Solo mercoledì notte si era impiccato un altro detenuto nel carcere di Grosseto: "La morte per suicidio di un detenuto in carcere è sempre una sconfitta per lo Stato. Negli ultimi 20 anni le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno sventato, nelle carceri del Paese, più di 18mila tentati suicidi ed impedito che quasi 133mila atti di autolesionismo potessero avere nefaste conseguenze. Il dato oggettivo è che la situazione nelle carceri resta allarmante. Altro che emergenza superata" conclude Capece.

Secondo "Ristretti Orizzonti" quest'anno, fino al 23 settembre, i suicidi nelle carceri italiane sono stati 25. Nel 2015 i detenuti che si sono tolti la vita sono stati 43.

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