Omicidio Luca Varani, l’autopsia: “Ucciso con 100 coltellate”

Sono passati sei mesi dall’omicidio di Luca Varani, il ragazzo di 23 anni torturato e massacrato in un’abitazione in zona Collatino a Roma, e i risultati dell’autopsia sono stati finalmente consegnati alla Procura di Roma, così come gli esiti delle analisi sulle armi usate.

L’esame autoptico parla chiaro: entrambe le persone finite in manette per quel delitto, Manuel Foffo e Marco Prato, avrebbero avuto un ruolo attivo nell’uccisione di Varani. Lo confermerebbero le tracce biologiche rinvenute sui coltelli e sul martello usati per infierire sul 23enne.

Varani sarebbe stato torturato per circa due ore prima di venir ucciso. Almeno un centinaio di colpi sarebbero stati inferti al giovane tra coltellate e martellate alla testa e al volto e sul resto del corpo. Il giovane, secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti, non sarebbe riuscito ad opporre resistenza a causa del mix di droga e alcol ingerito non appena giunto nell’abitazione.

Non ci sarebbe stata violenza sessuale e tutte le ferite da taglio inferte sarebbero state superficiali, inferte secondo il perito per provocare dolore e sofferenza.

Manuel Foffo e Marco Prato sono finiti in manette poche ore dopo il ritrovamento del cadavere di Varani.

Oggi gli inquirenti sono tornati nell’appartamento di via Igino Giordani in cui si è consumato il delitto per un nuovo sopralluogo e in settimana le autorità torneranno anche nella stanza d’albergo di piazza Bologna in cui Prato si è nascosto dopo l’omicidio.

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