USA, afroamericano ucciso a Charlotte. Terza notte di proteste, imposto il coprifuoco

23 settembre 2016 - Terza notte di proteste a Charlotte, più pacifiche rispetto alle prime due intense giornate. Nonostante l’imposizione del coprifuoco in tutta la città, la polizia ha deciso di non farlo rispettare e di lasciar manifestare pacificamente le centinaia di cittadini scesi in strada.

Ci sono state almeno un paio di situazioni tese - due agenti sono rimasti feriti, colpiti da un agente chimico lanciato da alcuni manifestanti - ma nessuno dei partecipanti alla protesta ha riportato ferite o lesioni.

Le indagini sulla morte di Keith Lamont Scott sono ancora in corso e il capo della polizia di Charlotte-Mecklenburg, Kerr Putney, ha riferito che il filmato che documenta l’uccisione di Scott sembrerebbe confermare la ricostruzione fatta dagli agenti presenti, anche se non mostra l’uomo puntare un’arma ai militari.

Il filmato non è stato ancora diffuso al pubblico, ma è stato mostrato alla famiglia dell’uomo e uno dei legali che la sta rappresentando, Justin Bamberg, ha spiegato a Reuters che nel video il 43enne non adotta un comportamento aggressivo nei confronti degli agenti:

Non c’è nulla in quel video che lo mostra agire in modo aggressivo, minaccioso o anche solo pericoloso. […] Non è un uomo vecchio, ma si muove con un anziano.

Anche Bamberg ha confermato però che dal filmato non è chiaro cosa l’uomo stia stringendo in mano.

22 settembre 2016 - Il governatore del North Carolina, Pat McCrory, ha dichiarato lo stato di emergenza nella città di Charlotte dopo la seconda notte di violenze in seguito all’uccisione del 43enne Keith Lamont Scott. Dopo un primo momento in cui sembrava che l’emergenza fosse rientrata, i cittadini sono tornati in strada per protestare contro gli agenti di polizia.

Gli agenti in tenuta antisommossa hanno cercato di contenere la situazione, ma gli scontri sono stati inevitabili e un civile è rimasto ferito in modo grave. Le autorità hanno precisato che la vittima, ora ricoverata in condizioni critiche in ospedale, è stata raggiunta da un proiettile esploso da un altro civile.

I manifestanti hanno lanciato bottiglie e fuori d’artificio contro gli agenti di polizia, che hanno risposto col gas lacrimogeno. Il numero dei feriti non è ancora stato accertato, ma tra di loro ci sarebbero almeno un giornalista di WCNC-TV e uno della CNN, presenti sul posto per documentare la protesta.

21 settembre 2016, 10.30 - Dodici agenti di polizia sono rimasti feriti nel corso delle nuove proteste scoppiate a Charlotte, in North Carolina, dopo l’ennesima uccisione di un cittadino afroamericano, il 43enne Keith Lamont Scott, perché ritenuto “una minaccia letale imminente”.

Le autorità hanno riferito che Scott aveva con sé una pistola e stava rappresentando un pericolo per la comunità. Il 43enne è stato prima bloccato col taser, poi un agente afroamericano ha esploso almeno quattro colpi contro di lui.

La famiglia dell’uomo ha smentito quella versione, sostenendo che l’uomo non aveva con sé una pistola, ma un libro, accusando gli agenti di averlo ucciso solo a causa del colore della sua pelle.

In centinaia dopo questa uccisione - e dopo l’omicidio di Terence Crutcher a Tulsa venerdì scorso - sono scesi in strada per protestare contro le autorità e il loro abuso della forza che in questo 2016 ha già fatto centinaia di morti e stanotte la situazione è andata fuori controllo.

I manifestati hanno preso di mira gli agenti presenti sul posto e loro vetture, distruggendone diverse e lanciando oggetti contro i militari, che hanno risposto usando gas lacrimogeno nel tentativo di disperdere la folla. Il bilancio è di 12 agenti di polizia rimasti feriti, nessuno di loro in modo grave, e tanta rabbia che continua a montare ora dopo ora.

Keith Lamont Scott, secondo quanto riferito dai familiari, era seduto a bordo della sua automobile in attesa dell’autobus con a bordo uno dei suoi 7 figli - come faceva ogni giorno - quando i militari, alla ricerca di un sospettato che si aggirava proprio in quella zona. Il comportamento di Scott, giudicato sospetto dagli agenti, avrebbe portato alla tragedia.

Brentley Vinson, l’agente che ha aperto il fuoco, è stato temporaneamente sospeso dall’incarico - ma continuerà ad essere pagato - in attesa che le indagini facciano il loro corso.

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