Operaio di 25 anni morto sul lavoro all'Ilva di Taranto. USB: "è omicidio"

Ilva Taranto

Morire a 25 anni sul lavoro, nell'area dell'altoforno 4 dell'Ilva di Taranto. La vittima dell'ennesima "morte bianca" era dipendente di una ditta appaltatrice che stamattina dopo le 7 era impegnato nella riparazione di un nastro trasportatore quando per ragioni ancora da accertare sarebbe stato schiacciato da un rullo. La ricostruzione dell'incidente è in attesa di conferme. Sconvolto lo zio del ragazzo che al momento della tragedia era pure in azienda a lavorare.

Immediata la reazione dei sindacati che ora denunciano le precarie condizioni di sicurezza nella vecchia fabbrica, e che dopo aver incontrano i dirigenti dello stabilimento siderurgico si sono recati in prefettura a Taranto per un incontro con il viceministro allo Sviluppo Economico Teresa Bellanova. I sindacati dei metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato uno sciopero all'Ilva dalle 12 di oggi fino alle 7 di domani. "Ancora una volta rivendichiamo duramente e fermamente le ragioni di sicurezza in fabbrica e carenze organizzative pi volte denunciate dalle organizzazioni sindacali".

Secondo Francesco Rizzo dell'Usb Taranto: "L'incidente di questa mattina presso lo stock house dell'Afo4 non è una fatalità. È stata una vera e propria mancanza di rispetto delle regole della sicurezza. Infatti l'incidente è successo sotto gli occhi dei responsabili che non hanno voluto aspettare l'arrivo dei mezzi per la messa in sicurezza del tamburo. Tutto era fermo e spento ma si è deciso di iniziare con mezz'ora di anticipo. Questo per sottolineare ancora una volta come nell'Ilva di Taranto manchino ormai regole e rispetto sulla sicurezza. Si tratta di un 'omicidio'. Solo ieri pomeriggio abbiamo fatto un sit-in per ricordare l'operaio morto a Piacenza. Questa mattina la tragica notizia. È arrivato il momento di ribellarsi a questa situazione che è ormai indecente. Non bastano più le parole è necessario che la legge faccia il suo corso e punisca tutti i responsabili di questi omicidi".

L'azienda rigetta le accuse e parla di rispetto di tutte le norme di sicurezza.


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