Omicidio Sarah Scazzi, depositate le motivazioni della sentenza d’appello

Ci sono voluti ben 13 mesi, ma alla fine la sezione distaccata di Taranto della Corte d’Assise d’appello di Lecce è riuscita a depositare le motivazioni della sentenza di secondo grado del processo per l'omicidio di Sarah Scazzi, permettendo così l’avvio delle pratiche per il terzo e ultimo grado di giudizio.

La sentenza era stata emessa il 24 luglio 2015: il collegio presieduto dal giudice Patrizia Sinisi aveva confermato la condanna all’ergastolo per la cugina della vittima, Sabrina Misseri, e sua madre Cosima Serrano. Confermata anche la condanna a 8 anni di carcere per Michele Misseri per soppressione di cadavere e quella a 5 anni e 11 mesi di carcere per il fratello di quest’ultimo, Carmine Misseri.

Nelle 1277 pagine divise in 16 diversi capitoli, i giudici avrebbero sostanzialmente confermato quanto stabilito dai giudici del primo grado, con la 15enne di Avetrana uccisa il 26 agosto del 2010 dalla zia Cosima Serrano e dalla cugina Sabrina Misseri nella loro villetta di via Deledda. La giovane Misseri, secondo i giudici, avrebbe agito perché gelosa dei sentimenti che la 15enne nutriva per Ivano Russo, di cui anche lei era invaghita.

Michele Misseri sarebbe entrato in gioco solo in un secondo momento, per aiutare le due donne a disfarsi del corpo della giovane vittima gettandolo nel pozzo in contrada Mosca in cui fu fatto ritrovare 42 giorni dopo.

A questo punto il collegio difensivo avrà a disposizione 45 giorni di tempo per presentare ricorso in Cassazione per il terzo e ultimo grado di giudizio.

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