Varese, omicidio di Claudio Silvestri: 21enne ha confessato

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15.00 - La confessione è arrivata al termine di un lungo interrogatorio. Il 21enne ivoriano Emmanuel Djakoure, residente in provincia di Varese, ha ammesso oggi di aver ucciso il 41enne Claudio Silvestri nel corso di una rapina.

Il giovanissimo, fermato la notte scorsa dopo giorni di indagini e ricerche, ha spiegato agli inquirenti di esser stato adescato da Silvestri a Gallarate e di aver deciso di seguirlo fino a casa, fingendo di essere interessato a un rapporto sessuale, al fine di rapinarlo.

Ad incastrare il 21enne, che ha raccontato di aver strangolato il 41enne a mani nude, è stata una impronta digitale rinvenuta su un vaso in casa di Silvestri. Djakoure, già noto alle autorità per una serie di furti, al momento dell’arresto si stava preparando per fuggire in Svizzera. Nell’abitazione in cui è stato rintracciato sono stati ritrovati l’orologio e il telefono cellulare della vittima.

10.00 - L’omicidio di Claudio Silvestri, il 41enne trovato morto lo scorso 4 agosto nella sua abitazione di Jerago con Orago, in provincia di Varese, potrebbe essere vicino a una soluzione. Stanotte gli inquirenti hanno fermato un uomo, interrogato a lungo in procura a Busto Arsizio, sospettato di aver avuto un ruolo nell’omicidio di Silvestri.

Si tratterebbe, secondo quanto trapelato fino a questo momento, di un uomo con cui la vittima avrebbe avuto una relazione. Le indagini si erano concentrate fin da subito sulle frequentazioni personali di Silvestri, certi che il 41enne avrebbe volontariamente fatto entrare in casa la persona che poco dopo l’avrebbe ucciso.

Silvestri, militante di Lega Nord, era solito frequentare la zona nei pressi del cimitero di Gallarate, dove si sera gay e bisex si incontrano in cerca di rapporti sessuali. Proprio lì, nelle ultime settimane, era stato vittima di due diverse rapine prontamente denunciate alle autorità.

In una delle due rapine il 41enne si era visto sottrarre anche il telefono cellulare, poi utilizzato dal rapinatore per inviare messaggi a carattere omofobo in alcune chat e gruppi su Facebook frequentati da Silvestri. Non è escluso che l’omicidio possa essere collegato proprio a quell’episodio.

L’interrogatorio dell’uomo fermato ieri sera è ancora in corso.

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