Stefano Ricucci resta in carcere

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Stefano Ricucci deve rimanere in carcere. Così ha deciso il tribunale del riesame di Roma che oggi ha confermato l'ordinanza di custodia cautelare a carico dell’imprenditore, già furbetto del quartierino e immobiliarista noto alle cronache mondane. La difesa di Ricucci aveva impugnato il provvedimento emesso il 20 luglio scorso dal gip capolino che ipotizza a carico dell’imprenditore il reato di utilizzo ed emissione di false fatture per operazioni inesistenti per un importo di 1,3 milioni di euro.

Secondo il tribunale del riesame ci sono gravi indizi di colpevolezza per l’indagato per quanto riguarda la falsità delle fatture "e ciò già per il semplice fatto che i documenti fiscali in contestazione hanno ad oggetto prestazioni certamente mai eseguite dalla Pdc Consulting srl di Mirko Coppola (l'altro imprenditore finito in carcere nella medesima inchiesta e in attesa del riesame, Ndr) nei confronti della Lekythos dello stesso Ricucci".

E ancora, scrivono i giudici: “La falsità è pacifica per quanto riguarda le fatture del 2014 e del 2015 ma è pacifica, a differenza di quanto dedotto dalla difesa, anche per quanto riguarda la fattura del 2016 da 305mila euro, descrivendo anch'essa una prestazione oggettivamente mai eseguita" si legge nel provvedimento di 14 pagine del riesame che ha rispedito al mittente la strategia difensiva degli avvocati di Ricucci.

I legali dell'imprenditore avevano sostenuto che tutte le fatture contestate sono riferibili al pagamento dell'attività di intermediazione realmente svolta da Coppola e da Massimo Nicoletti (figlio di Enrico Nicoletti, che per gli inquirenti sarebbe stato per anni il cassiere della banda della Magliana) presentando a Ricucci un commercialista di Milano in previsione dell’operazione di recupero del credito d'imposta dalle procedure fallimentari riferibili ad alcune società del gruppo Magiste.

Secondo i giudici in realtà “la falsa fatturazione è servita a Ricucci, oltre che per ottenere un indebito vantaggio fiscale, per procurarsi fondi neri, da destinare a fini illeciti nell'ambito della sua spregiudicata attività finanziaria".

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