Roma: arrestato il patron di Terravision, azienda bus sequestrata. La posizione dell'azienda

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Aggiornamento 26 luglio 2016 - Pubblichiamo la rettifica di Terravision in merito alla notizia dell'arresto del patron dell'azienda e del sequestro di parte del complesso aziendale.

Le notizie riportate dalla stampa - in questo caso anche dalla Guardia di Finanza - danno una versione errata della situazione giudiziaria riguardante il gruppo Terravision, anche e soprattutto a seguito del provvedimento a carico del Dr. Fabio Petroni, considerato il “Dominus” delle società appartenenti al gruppo Terravision.

L’indagine della GDF si è conclusa prima del 2013, non in questi giorni. In quel tempo, nonostante il rigetto del GIP dr.ssa Tamburelli, alcuni rami d’azienda, quindi non tutta la realtà societaria, furono sottoposti alla cura e alla responsabilità dell’ AG.

L’accertamento dei fatti, ovvero di eventuali addebiti per l’ipotesi di reati connessi alla bancarotta, appartiene da tempo ad un regolare processo, ancora pendente in primo grado, ormai alle fasi conclusive.

Per capire gli errori riportati dalle fonti sui quotidiani è sufficiente leggere la nota dell’Agenzia delle Entrate del 24.04.2012, che costituisce un allegato PROPRIO della documentazione prodotta dalla GdF, che certifica la congruità del valore della cessione del ramo d’azienda per l’importo indicato nell’atto pubblico sottoscritto dinanzi ad un Notaio.

Il Dr. Petroni - il quale da anni non interferisce sulla vita dell’impresa in ossequio all’azione della Magistratura - ha manifestato piena disponibilità a collaborare con la giustizia, dunque non si è mai sottratto ad alcuna fase delle indagini e del processo nel convincimento che possa essere fatta piena luce sulle operazioni contestate, riconoscendo la rettitudine e buona fede del suo operato.

Nel frattempo, d’accordo con gli amministratori giudiziari, si è proceduto in questi anni a garantire il servizio “low Cost” del trasporto privato da vari aeroporti, in Italia e all’estero. Nei giorni scorsi è stato approvato il bilancio 2015 della società che in Italia si occupa del trasporto, predisposto dagli stessi amministratori giudiziari – con un utile di oltre 300mila euro - senza che la proprietà abbia apportato modifiche o sollevato obiezioni in sede di assemblea.

Mentre coltiviamo la speranza, suffragata da elementi non superficiali di valutazione, che il Dr. Petroni concluda il proprio percorso giudiziario, ritrovando onorabilità e rispetto, la società mantiene intatta la sua vocazione imprenditoriale a tutela delle fasce più deboli di utenti con l’applicazione di tariffe decisamente inferiori alle medie di mercato.

Guardiamo avanti con fiducia pronti, comunque, a difendere il lavoro di tutti i dipendenti e gli interessi di quanti confidano nell’offerta di servizi di trasporto a basso costo. Per questo, a maggior ragione, oggi, desideriamo difendere fino in fondo l’immagine e la credibilità del gruppo Terravision, sapendo ben distinguere dove inizia e finisce l’azione della magistratura e dove, per contro, s’insinua attraverso distorte e infondate notizie il rischio di speculazioni da parte della cosiddetta concorrenza.

Arrestato il patron di Terravision

22 luglio 2016

La Guardia di finanza di Ostia ha arrestato, e posto ai domiciliari, il "boss" della Terravision e di tutte le altre società legate al gruppo Fabio Petroni, 56 anni. La notifica del provvedimento cautelare è avvenuta nelle scorse ore. I militari della Gdf del comando provinciale di Roma da settembre 2013 si erano concentrati sulle aziende del marchio Terravision, noto gruppo del settore trasporti che gestisce il trasferimento passeggeri dai principali aeroporti italiani ed europei fino ai centri cittadini.

Le fiamme gialle avevano già sottoposto sequestro preventivo il compendio aziendale riconducibile al marchio Terravision ovvero le licenze per trasporti di linea Roma-Ciampino-Fiumicino, Pisa aeroporto-Firenze e Orio al serio-Milano. Sigilli anche a diversi conti correnti bancari e altri rapporti finanziari, sotto chiave poi i contratti commerciali e beni aziendali, tra cui 13 bus nella disponibilità dell'azienda, le società Terravision H.R. & Services Srl, e Alivision patrimoni e servizi di Petroni Fabio Sas.

Secondo l’attività investigativa gli amministratori di alcune società del marchio non avrebbero pagato grossi debiti tributari e previdenziali, grazie a manovre elusive in grado di rendere inefficace la procedura di riscossione coattiva. Manovre che avevano l’unico obiettivo di far "scomparire" le disponibilità finanziarie sulle quali era possibile far valere le pretese creditizie. Per il dichiarato fallimento di una della società del gruppo, con un passivo accertato superiore ai 25 milioni di euro, le accuse comprendono i reati di distrazione e di bancarotta patrimoniale e documentale.

Il tribunale di Roma nei mesi scorsi aveva emesso come accennato il provvedimento di sequestro dell'intero complesso aziendale di Terravision, che fattura 35 milioni di euro l’anno, a garanzia dei creditori; la gestione del gruppo da allora è in mano a un'amministrazione giudiziaria e secondo gli inquirenti Petroni in questo lasso di tempo non si sarebbe fatto da parte ma avrebbe compiuto azioni finalizzate a distrarre risorse destinate all'azienda sotto amministrazione giudiziaria.

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