Arrestati Stefano Ricucci e Mirko Coppola

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Aggiornamento ore 11:38 - Le false fatturazioni per un milione di euro riguarderebbero alcune società di Ricucci al fine di gonfiare il credito Iva. Secondo gli investigatori Coppola gestiva alcune società di Ricucci e dalla Pdc consulting srl sarebbero state emesse le false fatture per l'importo contestato a favore della società Lekythos. Tra gli altri dieci indagati a piede libero secondo La Stampa ci sarebbe anche un magistrato del Consiglio di Stato.

Stefano Ricucci, l'ex furbetto del quartierino, di nuovo nei guai con la giustizia. L'imprenditore della fallita scalata al Corriere della Sera e a banca Antonveneta è stato arrestato oggi in un'inchiesta della procura di Roma su un presunto giro di false fatture.

Insieme a lui, i finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di finanza - Nucleo di polizia tributaria, hanno arrestato anche l'imprenditore Mirko Coppola. Le fatture false contestate, secondo le Fiamme gialle, supererebbero il milione di euro e Ricucci le avrebbe usate per ottenere un'ingente liquidità. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip di Roma per il reato di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e secondo quanto appreso dall'Adnkronos nell'inchiesta sono coinvolti altri 10 indagati.

I furbetti del quartierino. A ottobre 2011 il tribunale di Milano aveva confermato per Ricucci la condanna in primo grado a 3 anni e sei mesi più 900mila euro di multa per la scalata BNL-Unipol ma a dicembre 2013 la Cassazione aveva assolto l'immobiliarista con la formula "il fatto non sussiste". All'epoca, Ricucci era stato anche in carcere per tre mesi, parliamo di dieci anni fa, perché per i pm sussistevano i pericoli di inquinamento delle prove e reiterazione del reato in merito alla collocazione delle sue quote del pacchetto azionario di Rcs.

(in aggiornamento)

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