Il terrorismo mette in crisi il turismo

Turchia, Tunisia, Maghreb e Francia hanno subito un duro colpo dopo gli attentati dell’ultimo anno e mezzo

SOUSSE, TUNISIA - JUNE 27:  Flowers are placed at the beach next to the Imperial Marhaba Hotel where 38 people were killed yesterday in a terrorist attack on June 27, 2015 in Souuse, Tunisia. Habib Essid Prime Minister of Tunisia  announced a clampdown on security after the attack on a holiday resort..  (Photo by Jeff J Mitchell/Getty Images)

Gli attacchi terroristici e gli aerei fatti esplodere in volo negli ultimi diciannove mesi hanno rivoluzionato le gerarchie del turismo nell’area mediterranea.

Paesi come la Turchia, la Tunisia e il Maghreb sono ormai fuori dagli itinerari, la Grecia si sta riprendendo dopo l’emergenza migranti, crescono la Spagna e l’Italia che, almeno per il momento, non hanno subito attacchi.

Ridisegnare i pacchetti turistici diventa un vero e propri rompicapo per i tour operator e gli eventi dell’ultima settimana - la strage di Nizza e il tentato golpe in Turchia – non possono che confermare questa fase di riposizionamento

Uno degli obiettivi dello Stato Islamico, vale a dire quello di minare i mercati turisti per togliere risorse e seminare il caos, è stato pienamente raggiunto: la Turchia è ormai soltanto una tappa di transito, mentre il Nord Africa è un mercato chiuso. Aumentano del 30-35% le richieste su Spagna, Canarie, Baleari e anche sull'Italia, percepite come più sicure.

In Francia dopo gli attentati del 13 novembre 2015 le prenotazioni calarono del 50% con un azzeramento sui week end. Ora si cerca di capire che cosa succederà a Nizza. In Costa Azzurra, spiega Pier Ezhaya, vicepresidente di Astoi Confindustria Viaggi,

“non c'è stato un effetto cancellazioni dopo Nizza. Abbiamo avuto qualche richiesta di chiarimento, sulle policy in caso di rinuncia o cambiamento di meta, ma solo nei prossimi giorni verificheremo eventuali sofferenze. Dopo gli attentati di novembre e dopo l'abbattimento del jet russo al confine con la Siria, invece, ci fu una sorta di blocco nelle partenze a 360 gradi”.

Ottimistiche le stime di Federalberghi per l’attuale stagione turistica:

“Il clima di questi giorni non aiuta dal punto di vista intercontinentale specie per il turismo Usa, che privilegia le nostre città d'arte: qui tra maggio e giugno stiamo registrando un calo tra l'8 e il 10% rispetto all'anno scorso, che comunque è stato 'drogato' dall'effetto Expo. Per il resto gli italiani tenderanno a restare di più nel Belpaese, preferendolo rispetto a Turchia, Grecia o Egitto: in Puglia e in Sicilia è già tutto esaurito e sono certo che la tendenza salirà a luglio-agosto”.

L’Italia, qualche decennio fa prima nell’incoming, è ora al settimo posto, ma i dati sono in crescita e potrebbe tornare nella top five, il tutto nella più totale assenza di politiche per il turismo da parte del Governo Renzi.

Via | Ansa

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