'Ndrangheta e appalti: 10 arresti, coinvolti funzionari pubblici

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AGGIORNAMENTO 15:00 - Tra i fermati nell'ambito dell'inchiesta della Dda di Reggio Calabria c'è anche Domenico Kappler, ex senatore di An ed ex amministratore delegato di Risorse per Roma quando sindaco della capitale era Gianni Alemanno. L'accusa a carico di Kappler, che ha 56 anni, è di corruzione. Concorso esterno in associazione mafiosa, turbativa d’asta e corruzione sono invece i reati contestati a vario titolo a due dirigenti del comune di Reggio Calabria e ai sette imprenditori indagati.

Sono 10 gli arresti eseguiti questa mattina in un'operazione contro le cosche di 'ndrangheta che ha visto anche il coinvolgimento di funzionari pubblici. Il blitz dei militari del Comando provinciale di Reggio Calabria ha portato all'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare a Reggio, Crotone, Roma, Milano e Brescia.

Tra gli indagati a seguito dell'inchiesta coordinata dalla Dda reggina e denominata "Reghion" ci sono dirigenti, funzionari pubblici e imprenditori. Le accuse mosse a vario titoli ai soggetti coinvolti sono concorso esterno in associazione mafiosa, turbata libertà degli incanti, truffa, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità, intestazione fittizia di beni ed estorsione aggravata dal metodo mafioso.

In base alle risultanze investigative a Reggio Calabria aveva sede un "comitato d'affari" composto da dirigenti, funzionari pubblici e imprenditori, un'area grigia che gestiva la "macchina amministrativa comunale" avendo come fine ultimo quello di fare gli interessi dei clan di 'ndrangheta. Come? Aggirando la normativa antimafia il comitato, spiega chi ha indagato, indirizzava la concessione di appalti multimilionari a favore di holding imprenditoriali riconducibili alle 'ndrine.

A due società di depurazione delle acque e di fornitura di servizio idrico integrato gli inquirenti contestano la responsabilità amministrativa da reato. Contestualmente agli arresti i carabinieri hanno posto sotto sequestro preventivo beni per complessivi 42,5 milioni di euro. Nel dettaglio i sigilli sono stati apposti a 15 società, e relativo patrimonio aziendale o quote societarie, e a due esercizi pubblici nella disponibilità degli indagati.

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