Caserta, 20enne ucciso con un colpo di pistola alla testa

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9 luglio 2016 - Un gioco finito male. É questa la tesi più accreditata dagli inquirenti per la morte del 20enne Marco Mongillo, ucciso con un colpo di pistola alla testa mentre si trovava a casa dell’amico pregiudicato Antonio Zampella, di 19 anni.

Sarebbe stato proprio Zampella - che non poteva ricevere visite né, va da sé, avere armi in casa - ad esplodere il colpo fatale in una sorta di roulette russa, come da lui stesso confessato ai carabinieri di Caserta:

Non volevo, ho provato quell'arma anche su di me, ero convinto fosse scarica.

Ancora da verificare se il gruppetto fosse davvero convinto dell’assenza di proiettili nella pistola o se si sia trattato di un rito di iniziazione o che altro. Antonio Zampella, intanto, resta in carcere con l’accusa di omicidio.

8 luglio 2016 - Omicidio oggi pomeriggio in un appartamento di via Cappuccini a Caserta, avvenuto in un contesto ancora da chiarire. La vittima è un 20enne incensurato, Marco Mongillo, raggiunto alla testa da un colpo di pistola mentre si trovava, insieme al fratello, nell’abitazione di un pregiudicato agli arresti domiciliari, Umberto Zampella.

Non è chiaro cosa sia accaduto né perché i due giovani si trovassero lì - Zampella non poteva ricevere visite - ma quello che è certo è che l’arma del delitto è stata recuperata in strada, probabilmente lanciata dalla finestra dall’assassino nel vano tentativo di disfarsene.

Tutte le persone che si trovavano in casa al momento della tragedia sono state condotte in caserma e, stando a quanto riferisce la stampa locale, una di loro si troverebbe già in stato di fermo.

Del caso si stanno occupando i carabinieri di Caserta.

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