Giustizia in Italia, tra errori giudiziari e memoria a breve termine

In questi giorni imperversa una forte polemica in ambienti giudiziarie politici sul rifiuto del Senato di concedere una delle sue sale per la presentazione del libro 'Lettere a Francesca', scritte da Enzo Tortora durante la drammatica esperienza in carcere alla sua compagna Francesca Scopelliti. Ne ha dato notizia la stessa Scopelliti, oggi presidente della Fondazione Enzo Tortora, spiegando come nella lettera di diniego ricevuta dalla Presidenza del Senato il 7 giugno scorso si la mancata concessione in questo modo: "la proposta non può essere valutata positivamente, non essendo la presentazione del libro collegata alle finalità istituzionali del Senato".

Inizialmente il Senato aveva dato il suo assenso alla presentazione del libro, che contiene scritti inediti e toccanti, e che come spiega la stessa Scopelliti offre una visione autentica sul periodo di carcerazione di Enzo Tortora, ingiusta e frutto di una montatura nella quale i pm caddero con tutta la toga. Motivi per i quali era stata richiesta un'attenzione particolare da parte di un'istituzione come il Senato, secondo organo dello Stato per importanza.

Il libro "parla di un uomo che, a dispetto di chi lo voleva vittima, si è fatto protagonista di una nobile battaglia per la giustizia, diventando così un grande leader politico in Italia e in Europa". Niente di più vero. Ma è anche vero che il Presidente del Senato Piero Grasso nella sua carriera di magistrato prima, di politico poi e di seconda carica dello Stato oggi non ha mai proferito parola nè promosso impegni sulle carceri, la vita nelle patrie galere e sulle tante, troppe, detenzioni ingiuste. Un fatto che allontana molto la figura dell'uomo da quella dell'istituzione, che va ricordato essere il presidente del Senato di tutti gli italiani, colpevoli e innocenti, carcerati in attesa di giudizio o liberi.

In buona sostanza sarebbe quasi stato strano aspettarsi il contrario.

"Se tutti questi argomenti non rispecchiano 'le finalità istituzionali del Senato', allora mi deve spiegare quali sono e come giustifica tante altre iniziative che hanno invece ottenuto il 'sigillo' senatoriale. Naturalmente rispetto la decisione del presidente del Senato ma, mi si perdonerà la franchezza, spero non sia stata dettata più dal suo passato di magistrato che dalla attuale veste di seconda carica istituzionale del paese. Sarebbe un'ulteriore ferita per Enzo Tortora."

La presentazione si è poi svolta altrove, presso la Camera di Commercio di piazza di Pietra a Roma, mentre un portavoce di Grasso spiegava che sul "diniego standard" si è ricamata una polemica ad arte. La miglior difesa, d'altra parte, è sempre l'attacco. Ma la realtà è che, in Italia, di carcere si fa ancora troppa fatica a parlare.

'Non voltarti indietro', di cui vi proponiamo il teaser in testa a questo post, è il primo docufilm sugli errori giudiziari realizzato in Italia: cinque storie di persone normali, una commercialista, uno stilista di moda, un impiegato delle poste, una dipendente di una provincia, un assessore di un piccolo comune, che vengono travolte dalla giustizia che sbaglia, da processi interminabili, dal carcere ingiusto. Cinque storie a perfetti sconosciuti che potremmo essere noi. Il docufilm è prodotto da errorigiudiziari.com ed è in concorso al Pesaro Doc Film Fest e all'Ischia Film Festival: si tratta di un vero e proprio ritratto a più voci che cerca di restituisce la misura incolmabile di autentici calvari consumati tra le celle dei penitenziari, le mura domestiche e i tribunali, per poi trovarsi a fare i conti con la rinascita e il tentativo di mettere alle spalle quell'esperienza che ha lasciato ferite difficili da rimarginarsi.

Il carcere, questo grande rimosso della coscienza collettiva del Paese di chi pensa che se si è in cella "qualcosa avrà fatto" o "se la sarà andata a cercare", è in realtà il lato oscuro della coscienza di ognuno di noi, che stinchi di santo certo non siamo.

Quella di Enzo Tortora è una vicenda che ricordano tutti nelle cronache ma i cui fatti si sono smarriti nella memoria a breve termine di un Paese incapace di reagire, se non di stomaco, alle ingiustizie che ogni giorno vengono commesse dallo Stato contro i propri cittadini. Violenze terribili, ingiustizie inenarrabili ma che vanno raccontate un po' per esorcizzare e un po' per continuare ad alimentare quella speranza che oggi sembra essersi smarrita dentro un 41bis.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail