Morte di Domenico Maurantonio, i periti della famiglia: “Fu tenuto nel vuoto prima di precipitare”

A poco più di un anno dal decesso di Domenico Maurantonio, i legali della famiglia del 19enne di Padova stanno per depositare in Procura una lunga perizia che proverebbe come la morte del giovane, avvenuta all’alba del 10 maggio 2015, non fu accidentale.

É l’avvocato Eraldo Stefani, legale della famiglia Maurantonio, a spiegarlo: “Nel determinare la morte di Domenico hanno avuto un ruolo anche altre persone. Le analisi fatte sul corpo e sul luogo della morte dimostrano che Domenico fu tenuto da qualcuno per le gambe, e rimase sospeso a testa in giù nel vuoto prima di precipitare”.

Tremila pagine di perizia che riscriverebbero la dinamica della morte di Domenico Maurantonio, precipitato da una finestra dell’albergo Da Vinci di Bruzzano, dove si trovava in gita scolastica in occasione di Expo 2016. Il giovane, secondo i periti, sarebbe stato tenuto a testa in giù prima di precipitare e, una volta caduto a terra, sarebbe stato mosso da qualcuno non ancora identificato.

Il corpo, dopo la caduta, non poteva trovarsi nella posizione in cui è poi stato scoperto la mattina dal personale dell'albergo. Qualcuno deve quindi averlo spostato, nel tentativo di rianimare il giovane o più probabilmente di nascondere il cadavere o depistare in qualche modo le indagini.

La relazione tecnica sarà depositata nei prossimi giorni, ma già in queste ore l’avvocato ha rinnovato l’invito a farsi avanti per tutti i possibili testimoni oculari di questa tragedia.

domenico-maurantonio.jpg

  • shares
  • Mail